CAPIRE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: MOSTRA DI NATIONAL GEOGRAPHIC AL MUSEO DI STORIA NATURALE DI MILANO

di Matteo Leonardi

[tempo di lettura: 3:00 min]


“Vivi ogni immagine, per ricordare di essere vivo, in un mondo che vive”.

Questa è la massima che introduce il visitatore all’interno della prima sala della mostra “Capire il cambiamento climatico”, un evento promosso dalla National Geographic, con la curatela scientifica di Luca Mercalli, che si estende in tre sale del Museo di Scienza Naturale di Milano, dal 7 marzo al 26 maggio 2019.
Emozioni, questo è ciò che vuole suscitare il breve percorso interattivo nel quale lo spettatore si trova immerso. Tutto è creato con dovizia di particolari per rendere l’uomo parte della natura, della sua bellezza ed armonia. Le pareti, completamente ricoperte da schermi, proiettano foto fornite da National Geographic che ricreano ambienti naturalistici di grande effetto, cuciti fra loro da transizioni curate che permettono a chi osserva di non essere un elemento passivo della scena ma di farne pienamente parte. Il forte odore di pino è il collante sensoriale che completa il quadro e trasporta il visitatore nel sottobosco di una foresta o su una collina, in una prateria o sulla cima di una montagna.

Prima sala con schermi che proiettano immagini di paesaggi naturalistici.

Prima sala con schermi che proiettano immagini di paesaggi naturalistici.

La serenità di questi scenari viene profondamente scossa nella seconda sala. Qui l’osservatore viene travolto dalle immagini dell’inquinamento ambientale provocato dal genere umano e dunque da ognuno di noi, accompagnate dalle storie raccontate in prima persona da alcuni animali in via d’estinzione e dall’uomo stesso.

Seconda sala, immagine animata dell'inquinamento prodotto dalle industrie.

Seconda sala, immagine animata dell’inquinamento prodotto dalle industrie.
Stazione per l'ascolto della storia dell'orso polare, seconda sala

Stazione per l’ascolto della storia dell’orso polare, seconda sala

Questa frattura emozionale, che dal punto di vista della sceneggiatura di tale esperienza potrebbe apparire banale, risulta in realtà di grande effetto e tenta di far leva sulle emozioni anche se non con totale efficacia.

L’ultima sala è più riflessiva, una serie di giochi o quiz portano a riflettere il fruitore sul proprio stile di vita, inserendo consigli e informazioni su come limare le nostre azioni in favore di un ambiente più sano e meno inquinato.

Pannello interattivo per scoprire i metodi per contribuire al miglioramento dell'ambiente

Pannello interattivo per scoprire i metodi per contribuire al miglioramento dell’ambiente

“La prossima sala è la più bella che tu abbia mai visto, si estende da questa soglia fino al monte più alto che conosci, fino alla foresta più rigogliosa, fino al mare più profondo. E’ ampia come una valle, luminosa come una primavera di montagna e buia come la notte del deserto. La prossima sala è il mondo. Agisci consapevolmente per salvare il tuo pianeta”.

Emozioni immergono nello spettacolo della natura, fanno male nel descrivere i danni che provochiamo e invitano a riflettere sulle nostre azioni, tuttavia la mostra si chiude con la speranza, quella che spesso si sostiene sia “l’ultima a morire”, quella che tuttavia non è sufficiente per cambiare e allora agire, agire in ogni piccola cosa, nell’immensità della natura o nelle quattro mura di casa. Emozioni, riflessioni, azioni e ancora emozioni.

In copertina: ┬® Mauricio Lima

Foto articolo di: Chiara Sandonato

UNDERSTAND THE CLIMATIC CHANGING – EXHIBITION OF NATIONAL GEOGRAPHIC AT THE NATURAL HISTORY MUSEUM OF MILAN

“Leave all images, for remember to be alive, in a living world”

This quote introduces the visitors inside the first room of the exhibition “Understand the climatic changing”, an event promoted by National Geographic with the scientific curatorship of Luca Mercalli. The exhibition extends into three rooms of the Natural History Museum of Milan from 7 march to 26 may 2019.

Emotions, this is what the short interactive path in which the spectator finds himself immersed wants to stir. All is created in a tidy way to make the man part of the beauty and the harmony of the nature. The walls, completely covered by screens, project photos provided by National Geographic that recreate impressive naturalistic environments, connected to each other by curated transitions that allow the observer not to be a passive element of the scene but to fully take part of it. The strong smell of pine tree completes the picture and trasports the visitors into a forest or a hill, to a prairie or to the top of a mountain.

The serenity of these images is deeply shaken in the second room where the observer is overwhelmed by the images of environmental pollution caused by mankind and therefore by each of us, accompanied by stories told in first person by some endangered animals and by the man himself.

This emotional fracture, which from the point of view of the script of such an experience might seem banal, actually turns out to be very effective and tries to leverage emotions even if not with total effectiveness. The last room is more reflective, a series of games or quizzes lead the user to reflect on their lifestyle, inserting advice and information on how to file our actions in favor of a healthier and less polluted environment.

“The next room is the most beautiful you have ever seen, extending from this threshold to the highest mountain you know, to the most luxuriant forest, to the deepest sea. It is as wide as a valley, as luminous as a mountain spring and as dark as the night of the desert. The next room is the world. Act consciously to save your planet. “.

Emotions immerse in the spectacle of nature, they hurt in describing the damage we cause and invite us to reflect on our actions, however the exhibition ends with hope, the one that is often claimed to be “the last to die”, the one that nevertheless it is not enough to change and so we need to act, to act in every little thing, in the immensity of nature or in the four walls of our home. Emotions, reflections, actions and more emotions.

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