ADEMPIERE AL DOVERE DI CRONACA: CONTINENTE SICILIA DI FRANCO ZECCHIN

di Alba Panzarella

Tempo di lettura: 2:30 min.

Fino al 16 Giugno il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo ospita una retrospettiva sul fotografo Franco Zecchin: “Continente Sicilia”.

Panoramica di una sala della mostra

Franco Zecchin, classe 1953, nasce a Milano e, ventenne, si trasferisce a Palermo per intraprendere la carriera di fotografo. I soggetti principali delle sue fotografie sono la mafia, le condizioni sociali siciliane e la corruzione politica. Dall’incontro con Letizia Battaglia nasce nel 1977 il primo Centro Culturale per la Fotografia del Sud Italia. E’ però con l’agenzia Magnum, di cui è membro dal 1988, che raggiunge la fama internazionale. Il suo impegno nei confronti del sociale lo porta a documentare le più svariate realtà, dal rapporto tra l’inquinamento industriale e la salute pubblica in Polonia, alle interazioni esistenti tra il nomadismo e l’utilizzo delle risorse ambientali. Le foto di Zecchin fanno parte di collezioni internazionali tra cui è doveroso nominare il MOMA di New York e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi.

“Continente Sicilia” è il perfetto risultato di quello che Zecchin stesso chiama “dovere di cronaca” a cui il fotografo ha dedicato tutta la propria vita. Il percorso della mostra permette, attraverso oltre novanta fotografie in bianco e nero, di immergersi pienamente negli anni della guerra di mafia. Gli scatti raccontano il periodo che va dal 1974 al 1994: anni bui dunque, contraddistinti fortemente dagli scontri sanguinosi a sfondo mafioso, ma anche dall’impegno civile e dalle proteste.

Serie di fotografie, da sinistra a destra: Blocco della sede NATO a Comiso nel 1983, Dettaglio di una panchina a Palermo nel 1985, Processione dell’Addolorata a Palermo nel 1987, Omicidio di Gaetano Costa nel 1980, I Giudei a San Fratello nel 1983, Sagra della sardina a Mazara del Vallo nel 1980, Sfilata di carnevale a Bolognetta nel 1986.

Le fotografie raccontano una regione, la Sicilia – sia la più popolosa regione d’italia che la più grande isola del Mediterraneo – un vero e proprio “continente in miniatura” per riprendere l’espressione di Fernand Braudel. Una terra piena di contrasti: le fotografie che ritraggono l’estrema brutalità della mafia sono intervallate dalla documentazione di feste popolari, processioni e funerali. Il contesto sociale di quegli anni ne emerge in uno sfaccettato arazzo composto da gioia e dolore, tradizione e tecnologia, religione e disperazione.

La Confraternita del Crocifisso, Palermo, Piazza Pretoria, 1988

Le città che hanno dato i natali ai più efferati criminali hanno anche fatto nascere i loro più grandi oppositori: la presenza degli eroi dell’antimafia in mostra – Falcone e Borsellino in primo luogo – è commovente e di primaria importanza. Si delinea dunque il ritratto di una Sicilia non insulare e marginale, ma estremamente centrale: il cuore di una sperimentazione sociale – basti pensare alle proteste studentesche nate nelle università siciliane – che non manca mai di dialogare con il resto del mondo come primo approdo d’Europa.

Dettaglio di serie di fotografie: I giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, Palermo, 1990

Il percorso di mostra trasporta il visitatore nella riscoperta di episodi storici rilevanti e non, in una continua tensione tra quotidianità e ufficialità, sempre trattate con la stessa attenzione da parte di Zecchin: la critica sociale è infatti sempre accompagnata da una raffinata ricerca estetica.

“Continente Sicilia” è un utile esercizio della memoria di eventi che non sono sempre ricordati con il rispetto e la gratitudine dovute. E’ l’esaltazione dell’impegno sociale e della lotta di persone che prima di noi, hanno creduto in un mondo migliore e che sono riusciti ad ottenere un cambiamento concreto.

Sala della mostra

Fotografie dell’autrice

CONTINENTE SICILIA
Franco Zecchin

Cantieri Culturali alla Zisa, Via Paolo Gili 4 – Palermo
Fino al 16 giugno 2019
Ingresso gratuito



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