CON LE ALI SPEZZATE. 39 ANNI DALLA STRAGE DI USTICA

Di Laura Marasà

Tempo di Lettura: 4 minuti

Il 27 giugno 1980 cadde in mare l’aereo DC-9 dell’Itavia vicino Ustica, mentre da Bologna si dirigeva verso l’aeroporto di Palermo. Sono passati 39 anni da quella strage.

Oggi, all’interno dell’ex magazzino dell’ATC di Bologna, sorge il Museo per la Memoria di Ustica, inaugurato nel 2007 e voluto dall’Associazione Parenti delle Vittime Strage di Ustica, presieduta da Daria Bonfietti, sorella di una delle vittime. Il museo ospita al suo interno i resti del DC-9 e l’installazione permanente realizzata dall’artista francese Christian Boltanski (Parigi, 1944) dal titolo “A proposito di Ustica” che rende questo spazio uno straordinario luogo di culto

Siamo nel quartiere Bolognina, varcato il cancello di ingresso vi è un insolito silenzio al quale la Bologna, tanto trafficata da studenti pronti a far “balotta”, non è per nulla abituata.

Non appena si accede all’interno del museo, un pannello illustrativo e un’installazione video introducono il visitatore all’evento storico che giustifica l’esistenza di questo museo; ma per quanto ci si possa sentire preparati all’accaduto, una volta giunti nella grande sala, si rimane inaspettatamente colpiti: un’enorme carcassa di aereo si staglia dinnanzi a noi, inaccessibile, come un altare sacro

Museo per la Memoria di Ustica, c/o Ex Magazzino ATC, Bologna

Una rete di ferro tiene insieme 2500 frammenti assemblati con la cura e la delicatezza di chi forse ha cercato invano di mettere insieme, quasi maniacalmente, pezzi di vita che non potranno più esistere. 

Ogni singolo pezzo, nella costruzione di questo gigante ingombrante, diventa essenziale e ogni assenza diventa un vuoto, una mancanza.

Tutt’intorno a quel fragile colosso rinvenuto dagli abissi, un ballatoio ci permette di percorre il perimetro dell’intera sala e di osservarlo nella sua interezza.

L’iniziale silenzio che aveva introdotto il visitatore, è interrotto da voci confuse che si mischiano inizialmente tra loro: sono parole sussurrate, frasi, riflessioni, desideri, pensieri comuni, quelli che i passeggeri avrebbero potuto bisbigliare o meditare un momento prima che il silenzio eterno divenisse la loro unica dimensione. 

Mi sento sicura quando mamma mi tiene per mano”

Come faccio a dirle che non l’amo più?”

Quando arrivo devo ricordarmi di fare la barba”

Museo per la Memoria di Ustica, c/o Ex Magazzino ATC, Bologna

Lungo il ballatoio 81 specchi neri simboleggiano gli spiriti dei passeggeri, e in questi lo spettatore può perdersi in un luttuoso riflesso. Ma le vittime sono ricordate anche dalle altrettante 81 lampadine che pendono dal soffitto sul relitto, e che si accendono e spengono a tempo di respiro, quasi sul punto di spegnersi per poi ricominciare a brillare.

“Non sono caduto da solo, ho trascinato con me ottantuno respiri con i loro bagagli di sogni, speranze, passioni, con la loro disarmante innocenza”. 

L’aereo ha le ali spezzate, ma la memoria dei suoi passeggeri lo tiene ancora in vita, può parlare ma non può più volare: è un gigante abbattuto, costretto a rimanere.  

Anche quest’anno, in occasione del 39° anno della strage di Ustica, l’Associazione Parenti delle Vittime ha organizzato un programma di iniziative culturali, che prende il nome di Attorno al Museo, e che animerà il Parco della Zucca, nell’area adiacente al Museo per la Memoria di Ustica. La rassegna avrà inizio il 27 giugno e si terrà sino al 10 agosto.

Gli eventi sono con ingresso a offerta libera. Il programma è consultabile nel presente link: http://attornoalmuseo.it/ 

Museo per la Memoria di Ustica

Indirizzo: Via di Saliceto, 3/22, 40128 Bologna BO


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