Closeup Travel: TIMIŞOARA

Di Alba Panzarella

Tempo di lettura: 3 minuti.

Quando un amico o un familiare racconta di aver prenotato dei biglietti per visitare Timişoara, puoi esser certo che non sarà stato l’interesse per la cultura rumena a convincerlo, ma solo e soltanto un motivo: il viaggio è estremamente economico. Anche la permanenza lo sarà e, considerando che un Leu vale circa 0,20 centesimi di euro, si riesce tranquillamente a trascorrere 3 giorni in città con il budget di un sabato sera a Milano.

Tutte le persone che sono passate per questa città potranno anche confermare un’altra cosa: Timisoara è bella, bellissima. Possiede quella struggente bellezza delle città dimenticate, ma che possiedono una ricca e variegata storia. Non per niente viene chiamata “piccola Vienna” ed è stata scelta per essere una delle Capitali Europee della Cultura nel 2021. Un riconoscimento necessario per ridare splendore ad una città a tratti abbandonata al degrado – al turista non è dato sapere se per incuria, disinteresse o mancanza di fondi – ma costellata da chicche architettoniche nascoste che lasciano piacevolmente stupiti.

Piaţa Victoriei

Città a misura d’uomo, il modo più veloce per conoscerla e ambientarsi è passeggiare per le vie del centro, intervallate ogni tanto da meravigliose piazze, in cui convivono l’anima barocca e le più recenti architetture del regime comunista romeno. Piaţa Victoriei è interamente pedonale, piena di bar in cui sostare (una curiosità: un caffè e una birra media hanno pressappoco lo stesso prezzo, circa 7 lei, ovvero 1,50€). Sulla piazza si affacciano due monumenti molto importanti: la Cattedrale ortodossa-rumena e l’Opera Naţională Română.

Cattedrale ortodossa-rumena metropolitana

Andando verso nord si incontra Piața Libertății, caratterizzata dal rosso dei mattoni e dell’edificio che la domina, l’Accademia di Musica e di Teatro. Continuando la passeggiata però, lo scorcio che certamente stupisce più di tutti, lo si incontra quando si entra in Piata Unirii. La fontana che domina lo spazio, le chiese e gli edifici colorati che vi si affacciano: tutto sembra magico, fatato.

Piața Libertăți

La città è attraversata dal fiume Bega che separa il centro città dalla zona universitaria più a sud (in cui vale la pena fare una passeggiata, alla ricerca di meravigliosi dettagli sulle facciate degli edifici – ahimè – in rovina). Il lungo fiume è il luogo ideale per una passeggiata. Inoltre, valgono una visita il Parcul Botanic e il villaggio museo etnografico Banat, poco fuori dal centro ma facilmente raggiungibile in bus.

La città ospita diverse istituzioni museali tra cui il Museo d’Arte e il Museo della Rivoluzione del 1989, ma il luogo forse più interessante e particolare di tutti è il Muzeul Consumatorului Comunist: bar al piano di sopra, tempio dell’oggetto di consumo del periodo comunista nel sotterraneo, regala la possibilità di immergersi e perdersi tra le testimonianze di un passato molto recente, che sembra ancora influenzare una città con una fervente cultura e una ferrea volontà di riappropriarsi dei propri spazi.

Muzeul Consumatorului Comunist
Muzeul Consumatorului Comunist

Foto di Felice Antonino Minoliti.

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