INTERVISTA A LAURA LAMBRONI: L’ARTISTA DEL PENSIERO

Di Matteo Leonardi

Tempo di lettura: 3 minuti.

L’artista cha abbiamo intervistato oggi, viene da una terra meravigliosa e selvaggia, fatta di sfumature verdi e ocra, immersa nel blu: la Sardegna. Nella sua arte due elementi risuonano costanti tra un’opera e l’altra: la terra di appartenenza dell’artista e la sua fierezza femminile, il tutto cullato da un profondo amore per l’arte e per la moda.

Laura Lambroni

La formazione di Laura Lambroni avviene a Milano, dove frequenta l’Accademia dello Spettacolo e delle Arti nel 2005, per poi affacciarsi all’universo della Moda ed al suo rapporto con l’arte. Ha vissuto in Sud America e ha esposto a Sao Paulo, oltre che a Milano, Roma e Nuoro, solo alcune delle sue tappe più importanti.

Dal 2008 a oggi il lavoro dell’artista è andato costantemente mutando, senza mai dimenticare le radici dalle quali la sua arte nasce, legata alla tradizione, all’essere umano, al ricordo e alla memoria.

Campo Elettrico, tecnica mista su ferro 80×80

Come ti chiami e da dove vieni?

Mi chiamo Laura Lambroni e vengo da Olbia, un paese al nord della Sardegna.


Cosa ti fa alzare la mattina?

Ogni giorno ci si alza per ragioni diverse, ci sono giornate molto lunghe e cariche di  motivazione, altre hanno il suono del vuoto. Io ho bisogno di confrontarmi con tutte le sfumature del mio essere.

Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo dell’arte?

Non credo che esista un momento preciso ma ricordo con esattezza il bisogno di esprimermi artisticamente che nella mia vita si è manifestato davvero molto presto, all’età  di 8 anni scrivevo storie “Noir” e poi disegnavo tutto su un diario. Ero molto attratta dall’arte e dal cinema, mi accompagnava una fervida immaginazione, che fortunatamente possiedo ancora.

Nebulosa rosetta, tecnica mista su ferro, 60×40

Qual è stato il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico è nato esattamente quando un mio insegnante in accademia corresse un mio disegno che raffigurava delle mani, capii che mi stavo fermando troppo sul dettaglio e passavo intere giornate a cercare la perfezione, più cercavo la perfezione e più questa non arrivava, paradossalmente quando ero meno concentrata invece si avvicinava una certa magia inspiegabile.

A quali artisti ti ispiri?

Dipende dal periodo, sicuramente tra i più recenti  potrei citare Fontana, Burri, Kounellis, Marisa Merz, Pino Pascali, Calzolari, Ruth Guggenheim Nivola, Nanni Valentini, Giuseppe Spagnuolo, Sciola e molti altri.

Come definiresti la tua arte?

La mia arte è psicologica, nella mia pratica credo che ci sia un’urgenza di investigare tutto ciò che mi accade.

Noli me tangere

Quali sono gli obiettivi che senti di aver raggiunto?

Credo che ci si debba dimenticare molto presto degli obiettivi raggiunti per poterne avere altri, è una lunga corsa infinita.

Come vedi il tuo futuro nella vita e nel lavoro di artista?

Intendo fare nuove mostre, intraprendere nuovi progetti e conoscere altri continenti del mondo.

Definisci in una parola cos’è per te l’arte.

L’arte è una passeggiata in compagnia di 10 alieni che ti parlano di poesia.


Qual è il tuo motto?

“Non puoi trovare pace evitando di vivere” Virginia Woolf

Cosa ne pensi di Close-up Art?

È uno splendido progetto carico di motivazione e passione per l’arte. Siete giovani e bravi!

Involucri,carta e seta essiccata

Foto di Laura Lambroni.

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