5 MOSTRE DA NON PERDERE IN AUTUNNO A MILANO

Di Chiara Sandonato

Tempo di lettura: 2:30 minuti.

I nostri consigli per gli appuntamenti con la cultura nel periodo autunnale a Milano: eventi, mostre ma soprattutto, occasioni per meravigliarsi perché – come diceva Einstein – «l’arte è l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice»!

Wes Anderson e Juman Malouf e il sarcofago di un toporagno del IV secolo a.C

1.

“Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” è il progetto espositivo concepito da Wes Anderson e Juman Malouf. Organizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, questa mostra appare come la riproduzione di una antica “camera delle meraviglie“. Essa riunisce infatti 537 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf. Il titolo della mostra rende omaggio a una delle opere esposte, il sarcofago di Spitzmaus, una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C..

Dove: Fondazione Prada

Quando: 20 Settembre 2019 | 13 Gennaio 2020

Particolare di Il figliol prodigo, Giorgio De Chirico, 1922

2.

La stagione autunnale si apre con un altro appuntamento imperdibile: “De Chirico” a Palazzo Reale. La mostra ripercorre le tappe del pittore dai primi elementi dell’alfabeto metafisico fino allo stile Neometafisico: il visitatore incontrerà l’opera dell’artista nella scoperta graduale dei riferimenti e dei misteri legati alla sua produzione. L’esposizione propone al grande pubblico le opere più importanti realizzate da De Chirico dal 1912, quando introduce nelle sue opere i primi manichini che diventeranno il tratto distintivo della sua produzione, fino all’incontro con le Avanguardie, come Picasso, e con l’arte americana, durante il suo viaggio a New York. 

Dove: Palazzo Reale, Milano

Quando: 25 Settembre 2019 | 19 Gennaio 2020

G.H. Breitner, Ragazza con kimono bianco, 1893, Enschede, Rijksmuseum twenthe

3.

La mostra al MudecImpressioni d’Oriente. Arte e Collezionismo tra Europa e Giappone” mette in luce l’influenza che la cultura figurativa giapponese esercitò sugli artisti europei dalla seconda metà dell’Ottocento. Quando il Giappone pose fine al suo isolazionismo, i nuovi accordi commerciali consentirono l’arrivo in Europa di numerosi manufatti giapponesi: abiti, porcellane, ventagli e stampe che durante le grandi Esposizioni Universali destarono subito un grande interesse presso artisti e collezionisti. L’attrazione per il gusto orientale prese il nome di “Giapponismo” e si tradusse inizialmente nel gusto per la citazione che portò in seguito all’introduzione nell’arte europea dei principi fondamentali dell’arte orientale: la fluttuazione delle figure nello spazio, la bidimensionaltà, la campitura piatta dei colori. 

Il percorso espositivo, basato su studi che intrecciano la storia dell’arte, l’antropologia, la storia della cultura giapponese e la storia del gusto, mette in dialogo i dipinti impressionisti e capolavori Ukiyoe.

Dove: Mudec, Milano

Quando: 1 Ottobre 2019 | 2 Febbraio 2020

Antonio Canova, Le tre grazie, 1812 | 1817

4.

Se siete amanti della scultura, di certo non potrete mancare alla mostra “Canova e Thorvaldsen” alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala, che mette a confronto le opere dei principali interpreti della scultura neoclassica

Cosa avevano in comune i due maestri scultori e in cosa si distinguevano l’uno dall’altro? La mostra cerca di dare una risposta a questa domanda. Canova, autore di opere incentrate sul tema dell’azione e della lotta, deve la sua fama soprattutto a una produzione dal soggetto mitologico. La sua capacità di trasferire sul marmo la leggerezza e la sensualità della natura ha lasciato una traccia nelle correnti del Purismo e del Romanticismo. Thorvaldsen, di tredici anni più giovane di Canova, realizzò opere ispirate alla statuaria antica e ai primi modelli di proporzione anatomica, come il canone di Policleto, ma a differenza delle scultore veneto, adottò uno stile più rigoroso, di grande purezza formale. 

Dove: Gallerie d’Italia, Milano 

Quando: 1 Ottobre 2019 | 1 marzo 2020

Marina Abramovic, The Kitchen. Homage to Saint Theres, 2009

5.

Dal 18 Ottobre al 31 Dicembre 2019, Marina Abramovic arriva nell’area sotterranea della Pinacoteca Ambrosiana: la Cripta di San Sepolcro.

Nella suggestiva atmosfera della cripta, da poco restaurata, sarà proiettato il video The Kitchen. Homage to Saint Therese, un’opera molto significativa nella quale Marina Abramovic si relaziona con una delle più importanti figure del cattolicesimo: Santa Teresa d’Avila. L’opera si compone di tre video, che documentano altrettante performance tenute nel 2009 dall’artista nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna.

Dove: Cripta di San Sepolcro, Milano

Quando: 18 Ottobre 2018 | 31 Dicembre 2019

In copertina: Particolare di Vincent Van Gogh, Père Tanguy, Musée Rodin, Parigi, 1887

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