CLOSEUP TRAVEL: PANTELLERIA

Di Chiara Sandonato

Tempo di lettura: 3 minuti.

Perla Nera” o “Isola Ventosa” sono solo due dei tanti epiteti attribuiti a questo lembo di terra frastagliato che si trova nel Mar Mediterraneo, tra la Sicilia e la Tunisia.

Di Pantelleria ricordo il verde acquarello dei fichi d’india scolpiti nel paesaggio, il nero della pietra lavica e i tetti bianchi dei dammusi che sfondano il cielo come chiese, con le loro cupole perfette. 

Poi, tutte le sfumature di blu: dal celeste che bagna le grotte recondite, all’oltreoceano senza macchia che si estende verso l’orizzonte.

Il “dammuso”, tipica abitazione pantesca

Mettete in valigia una maschera con boccaglio, una felpa, delle obbrobriose scarpette di gomma da scoglio e un mucchio di pazienza: non sarà un viaggio comodo né semplice. 

Pantelleria è una caccia al tesoro: il mare cinge l’isola e si può osservare da ogni punto, ma raggiungerlo non è una passeggiata! Pochissimi cartelli stradali e sentieri spesso tortuosi conducono alle calette più belle. 

Per poter assaporare anche posti suggestivi ma irraggiungibili via terra, consiglio vivamente una giornata di navigazione in barca. Ci sono diverse possibilità: al porto si noleggiano gommoni e barchette che potrete pilotare anche senza la patente nautica (il costo è di circa 130 euro al giorno, carburante incluso); ma esistono anche tour organizzati con grandi barche e uno skipper a disposizione. 

Girare in scooter è estremamente comodo e piacevole. Lungo la via perimetrale, tra una curva e l’altra, si stagliano paesaggi mozzafiato. Le coste dell’isola creano delle forme sempre diverse: la più nota è la faccia di un elefante con la proboscide per metà immersa nell’acqua. Con un po’ di fantasia io ho visto anche teste di coccodrillo, musi di cane e gusci di tartarughe. Tutto sembra sia stato vivo, prima d’esser stato coperto di lava e di essersi trasformato in pietra nera.

Cala cinque denti, Pantelleria

Tra i luoghi più misteriosi e pacifici di questa isola, c’è il famoso Specchio di Venere, a nord di Pantelleria.

Alcuni lo considerano un’ottima alternativa al mare nei giorni il cui le cattive condizioni climatiche non garantiscono un sereno tuffo nelle acque blu! Si racconta che questo luogo magico fosse caro a Venere, la dea dell’amore e della bellezza, che un tempo specchiava la propria bellezza presso le acque del lago prima di ogni incontro d’amore con Bacco.

Si tratta in realtà del cratere spento di un antico vulcano. Sulla sponda meridionale sono concentrate le sorgenti termali, le acque sono calde e cariche di zolfo. Il fondale è ricoperto di fango termale dalle eccezionali proprietà benefiche per la pelle.

Lago di Venere, Pantelleria

Tra le calette accessibili via terra, c’è la cintura Cala Tramontana – Cala Levante – Arco dell’Elefante, dove l’ingresso al mare è agevole e sdraiarsi a prendere il sole è possibile grazie a scogli piatti e piattaforme di legno.

Arco dell’Elefante, Pantelleria

Se proprio non siete amanti della roccia ardente, Pantelleria offre un lido un po’ rudimentale ma tutto sommato comodo, dove potrete noleggiare lettini e ombrelloni per tutta la giornata: il lido Shuruhk.

Dopo un’intensa giornata di mare, dove andare a mangiare del tipico cibo pantesco?

Se siete alla ricerca di un aperitivo al calar del sole, non potete sbagliarvi: il locale AltaMarea, vicino al porto di Scauri, offre uno dei miglior tramonti dell’isola. Mentre, per una cena romantica, il rifugio Firiciakki o il ristorante Coste Ghirlanda non potranno deludere le vostre aspettative.

Rifugio Firiciakki, Pantelleria

Pantelleria non è famosa per la sua movida notturna: per un cocktail serale o una notte danzante, consiglio il locale Sesiventi, dove potrete ballare o ascoltare buona musica vista mare.

Infine, se siete amanti del vino, non dimenticate che Pantelleria è la patria del passito e la sua singolare coltivazione della vite “ad alberello” è dal 2004 Patrimonio immateriale dell’UNESCO. Consiglio vivamente una degustazione presso la Cantina Basile.

Foto dell’autrice

In copertina: Tetto del locale Sesiventi

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