L’ARTE SECONDO ANDREA FERRERO: COLORE, MANI, ANIMA.

Di Paola Desiderato

Tempo di lettura: 4 minuti

Alla conclusione della sua prima mostra personale presso lo spazio Le Sognatrici di Cagliari, abbiamo deciso di conoscere meglio l’artista Andrea Ferrero, personaggio poliedrico che sfrutta le sfide e gli imprevisti che la vita gli ha riservato, per migliorarsi continuamente. Addentriamoci insieme tra le sue parole e nelle sue variopinte opere, che sprigionano una vitalità contagiosa!

Per cominciare, definisciti come persona e come artista, in sole tre parole.

Creativo, ottimista, impegnato.

Da dove nasce la tua passione per l’arte?

Il mio approccio all’arte iniziò nel 2016, quando in me nacque la curiosità di indagare oltre le barriere dell’accessibilità museale. Dal 2017 ho iniziato a dipingere. Grazie alla mia pittura ho potuto riscoprire l’universo dei colori e riaccendere quella che ormai era divenuta una memoria residua degli stessi.

Quali strumenti e quale tecnica artistica prediligi?

Nei primi dipinti usavo il pennello, non sentivo però il controllo di ciò che stavo facendo, mi allontanava dalla tela o dalla tavola, così quasi istintivamente sono passato ad usare le mani e mi si è aperto un mondo. E’ bellissimo sentire nelle dita il colore, sentire come lasci la traccia sulla tela, percepirne il carattere, l’odore e l’anima. Sentire il quadro attraverso le mani mentre lo stai dipingendo è un’emozione unica. 

Riflessi di luna

Non tutti sanno cosa sia e quali problemi causi la retinite pigmentosa. Prova a spiegarcelo brevemente, secondo la tua esperienza quotidiana personale.

La retinite pigmentosa è una patologia retinica ereditaria, che porta alla cecità perché progressiva, degenerativa e attualmente incurabile. La malattia non ha cambiato la mia vita, mi ha portato a ripensarla. Credo che senza non avrei mai scoperto tante cose di me. Quotidianamente affronto anche tante difficoltà; quelle che solitamente le persone chiamano “sfighe” a me piace chiamarle “sfide” e cerco sempre e comunque di portare avanti i miei obiettivi e realizzare i miei sogni.

Ta dannu l’occhio.  Immagini dal video, “sogno ergo sum” realizzato da Edoardo Matacena in occasione della mostra.

In che modo riesci a far convivere questa malattia con la tua volontà d’espressione artistica?

Per me dipingere ha anche un valore terapeutico, con il tempo ho perso i colori, parliamo soprattutto delle varie sfumature, e così attraverso la pittura riesco a recuperarli perché associo il colore con la realtà. La malattia convive così con la mia espressione artistica, aiuta e allo stesso tempo mi dà la possibilità di esprimermi, di dare libero sfogo alla mia creatività. Tutti i miei quadri rappresentano Andrea Ferrero, a prescindere dalla malattia, rappresentano quello che ho dentro, le mie emozioni e la mia anima

C’è una tua opera a cui sei maggiormente legato o che ti rappresenta meglio di altre?

Mi sento legato a tutti i miei quadri, li sento un po’ come dei figli, pezzi di me stesso e quindi sarebbe impossibile sceglierne solo uno. Sicuramente “Emozioni d’estate” è uno dei più importanti, è stato il mio primo dipinto con le mani, che ha dato un po’ l’inizio a tutto questo. Sono molto legato anche a tutte le ipovisioni, che sono dei dipinti educativi; ma anche a quelli in cui è rappresentato il mare, presente nella realtà in cui vivo.

Emozioni d’estate

Si è da poco conclusa la tua esposizione a Cagliari, intitolata “SOGNO ERGO SUM: IL MONDO ONIRICO DI ANDREA FERRERO“. Parlaci di questa mostra: a cominciare dalla scelta del titolo, dell’allestimento, della nascita e dell’evoluzione di questo progetto artistico. Ne sei soddisfatto?

Partiamo dal nome: nasce dall’idea di unire il mondo de Le Sognatrici con il mondo di Andrea Ferrero; quindi trovare un legame tra lo spazio che ha ospitato la mostra e le emozioni, le sensazioni e i colori delle mie opere.

Passare quindi dal cartesiano “cogito ergo sum” a “sogno ergo sum” è stato semplice e naturale. L’idea della mostra è nata durante una riunione dell’azienda in cui lavoro, il CRS4 di Cagliari, in occasione di un incontro per il progetto “Over the view”. Era presente Laura Lanzi, storica dell’arte ed esperta in accessibilità museale. Le parlai della mia pittura mostrandole delle foto e se ne innamorò, proponendomi subito di organizzare una mostra presso lo spazio espositivo in cui lavora, Le Sognatrici. Ho accettato subito, cogliendo al volo questa opportunità con gioia, perché era proprio un sogno che si stava realizzando.

Desideravo da tempo organizzare una mostra dei miei quadri, ma sapevo che bisognava incontrare anche la curatrice giusta: credo che l’incontro con Laura sia stato un segno del destino. Trattandosi della mia prima mostra personale ha incluso un po’ tutti i temi, partendo da quelli legati a tematiche sociali; un artista è sempre immerso nel mondo e non può restare indifferente a ciò che accade attorno, come la diversità di genere o il tema dell’immigrazione.

 Immagini dal video, “sogno ergo sum” realizzato da Edoardo Matacena in occasione della mostra.

Avendo come artista anche un ruolo in qualche modo educativo, ho dipinto una serie di quadri legati alla mia patologia. La serie di dipinti “ipovisioni” spiega come può vedere una persona affetta da retinite pigmentosa.

La mostra è andata davvero molto bene, addirittura l’abbiamo prorogata di una settimana, son venute tante persone sia all’inaugurazione che nei giorni successivi. Sono davvero contento, ringrazio Le Sognatrici e Laura per l’impegno e la professionalità che hanno messo nella cura di questa mostra.

Hai già nuove mostre o progetti in cantiere?

I progetti, le idee, i sogni sono sempre tanti. Ora si è conclusa la mia prima mostra personale, spero la prima di tante.

Continuate a seguire Andrea Ferrero sui suoi canali ufficiali: Facebook e il suo Sito personale, oppure contattatelo all’indirizzo mail a.ferrero@tiscali.it.

Foto fornite dall’artista e da Laura Lanzi, la curatrice della mostra “Sogno ergo sum: il mondo onirico di Andrea Ferrero”.

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