ARTE E FOLLIA… MA SENZA SCOMODARE IL SOLITO VAN GOGH

Di Chiara Sandonato

Tempo di lettura: 3 minuti

“La malattia mentale è ancora oggi, purtroppo, un tabù, e alcune patologie sanno suscitare nient’altro che sospetto, diffidenza, paura, anche se certi vissuti sono solo apparentemente distanti e lontani da quelli dei cosiddetti normali. “.

F. Guccini

Il 10 ottobre 2019 si celebra la Giornata mondiale della Salute mentale (World Mental Health Day), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Oggi siamo, infatti, tutti d’accordo nel ritenere che il benessere del corpo e della mente siano essenziali per condurre una vita sana, soddisfacente e felice

Ma se riavvolgessimo il nastro e tornassimo indietro nel tempo… Come erano considerati in passato i disturbi psichici? Vendette divine, forze oscure, possessioni demoniache o malefici, giustificavano quei comportamenti in apparenza inspiegabili, di chi perdeva i suoi punti di ancoraggio con il mondo reale.

Solo tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento cambia l’approccio con i disturbi psichici: nasce la psichiatria, la disciplina che si occupa della cura dell’anima

Il pittore romantico Théodore Géricault (Rouen, 1791 – Parigi, 1824), dipinse alcuni ritratti di pazienti psichiatrici affetti da “monomanie”: manifestazioni di delirio dovute all’attaccamento ossessivo ad un pensiero o comportamento.

Di questa serie, gli Alienatisi conoscono soltanto cinque ritratti su dieci. Poco si sa sulla loro origine: la datazione è incerta (probabilmente furono eseguiti tra il 1822 e 1823) e non è chiaro se siano stati realizzati su commissione oppure come “auto-terapia”. Si racconta, infatti, che il pittore francese avesse un lato oscuro e misterioso: le sue opere nascono da un’attenta osservazione di sé, un uomo profondamente depresso, amante della solitudine e spesso in fuga a cavallo della trasgressione e della sua dedizione agli eccessi. Fortemente attratto da personalità borderline ed al limite della follia, Gèricault cerca le radici scavando tra i segni equivoci ed ambigui che ne caratterizzano la fisionomia.

Secondo il critico Louis Viardot, l’artista avrebbe dipinto il ciclo degli alienati per Etienne-Jean Georget, medico del manicomio parigino Salpêtrière. Con Géricault l’arte entra in manicomio.

I volti degli Alienati sono pervasi da irrequieto realismo. Quella ricerca, che contraddistingue il pittore francese, verso la contraddittorietà e la precarietà della vita, si traduce nel cogliere nello stesso viso, nello stesso corpo, nella stessa immagine, il bello e il brutto, la nobiltà e la depravazione, la grandezza e la decadenza. L’artista esplora nei loro occhi il male che li ha portati all’oblio

Di fronte a questi esempi, gli Alienati di Géricault, offrono una nuova rappresentazione della follia: i soggetti sono eseguiti singolarmente e dal vivo, secondo uno schema che, nell’uso dei colori e della luce, rimanda alla tradizione fiamminga del Seicento. La luce si concentra sull’abbigliamento scuro, sulla modestia degli accessori e sulle particolarità delle espressioni. Non mancano elementi simbolici, come i colletti che ricordano vagamente gli strumenti di costrizione o lo sguardo fisso e obliquo, principale sintomo del pensiero ossessivo. Le labbra sottili semi aperte e gli occhi cerchiati di rosso accomunano i personaggi, insieme allo sguardo fisso nel vuoto, caratteristica che li allontana maggiormente dalla vitalità e dalla personalità espressa generalmente da un ritratto.

  Bosch , La nave dei folli, 1494

Gli alienati sono persone vere, ognuna con la propria identità: una rappresentazione ben diversa dalle desolanti e crude immagini dei manicomi, offerte da dipinti come “L’ospedale psichiatrico di Saragozza” di Francisco Goya.

Francisco Goya , L’ospedale psichiatrico di Saragozza, 1812-1819

In copertina: Théodore Géricault, Gli Alienati (Invidia), 1820-1824.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.