CERCANDO VIVIAN MAIER NELLA CITTÀ DEL VENTO

Di Martina Picciallo

Tempo di lettura: 3 minuti

Con la recente mostra “Vivian Maier. The Self- portrait and its Double prosegue il ciclo di appuntamenti in Italia, dedicati ai grandi nomi della fotografia internazionale.

“Vivian Maier. The Self- portrait and its Double” Magazzino delle Idee, Trieste 2019.

Scoperta per caso, Vivian Maier si è definita come una delle massime esponenti della cosiddetta Street Photography. Statunitense di nascita ma europea di origine lavorò per decenni come tata presso famiglie di New York, dedicandosi – nel tempo libero – alla fotografia documentaria.

Il modo in cui presenta il suo lavoro lascia intendere che fosse più interessata all’osservare piuttosto che all’esser osservata, quasi infastidita dall’invadenza del genere umano. La sua incredibile opera mostra il vivere quotidiano delle persone, unendo ad un raro colpo d’occhio una solenne pace e armonia compositiva.

La precarietà della sua condizione sociale la porta a vivere un’esistenza anonima, ma solo nel 2007, per una casuale coincidenza, si scoprirà ciò che nessuno prima era riuscito a vedere di questa “donna senza ombra” e delle sue estreme contraddizioni. E lei, come schiava in una gabbia, finalmente prende luce insieme alla sua opera dal valore artistico notevole e brillante.

“Vivian Maier. The Self- portrait and its Double” Magazzino delle Idee, Trieste 2019.

La mostra ospitata dal 20 luglio al 13 ottobre 2019 al Magazzino delle Idee di Trieste, contiene 70 autoritratti, spesso utilizzando lo specchio per definire uno stato d’animo specifico, sicuramente mai rassegnato. Lo specchio di questa testimone dallo spirito libero e gentile non è certo lo specchio di Narciso, come un qualsiasi giudizio scevro e banale potrebbe affermare, ma uno strumento che ci lascia decisamente sospesi tra solitudine e moltitudine soffocante, tra appartenenza al sistema e totale esilio, tra la raggiunta come scheggia di una sintassi e il silenzio eloquente del suo scatto.

“Vivian Maier. The Self- portrait and its Double” Magazzino delle Idee, Trieste 2019.

Prima in bianco e nero e poi a colori, afferrando la vita negli angoli più dimenticati del mondo. La stessa vita che attendeva, rincorreva con vorace curiosità, fino a trovarla e a trovarsi, alla costante ricerca della sua identità attraverso i suoi autoritratti. Questa sua passione che la travolge da subito, oggi la rende all’altezza dei più grandi fotografi incidendo il suo nome, per sempre, nella storia della fotografia. Alla fine della mostra si avverte quasi la sua presenza come un’amica a cui si vuole sinceramente bene.

Grazie Vivian, i tuoi scatti vibreranno in eterno per chiunque abbia avuto la fortuna di poter “dialogare” e di poterli “ascoltare”.

“Vivian Maier. The Self- portrait and its Double” Magazzino delle Idee, Trieste 2019.

Foto dell’autrice.

In copertina: ©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

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