I VOLTI DELLE DONNE 2.0. QUANDO LA FOTOGRAFIA CELEBRA LA FORZA FEMMINILE

Di Laura Carioni

Tempo di lettura: 3 minuti

Nei giorni 23 e 24 novembre la storica cornice del Conventino di Lodi Vecchio (Lo) ha ospitato la seconda edizione de “I Volti delle donne“. Organizzata in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne dall’Associazione Culturale I Ricci con il patrocinio del Comune, questa mostra fotografica è un appuntamento molto importante per la comunità, a cui hanno presenziato non solo molti cittadini ma anche rappresentanti delle istituzioni.

  • I volti delle donne 2.0.
  • I volti delle donne 2.0

Il tema tocca davvero la sensibilità di tutti. Anche quest’anno il Fil Rouge dell’esposizione non è stato quello di raccontare i volti delle donne segnati dalle violenze, ma rivelare la vita, la bellezza e la forza che ogni volto di donna porta con sé.

Laura Curti, Presidente de I Ricci Associazione culturale

Maria Serena Bongiovanni: Il gioco del mondo

I volti delle donne 2.0. Foto di Maria Serena Bongiovanni.

Esiste uno sguardo femminile sul mondo? Questo il punto di partenza nelle foto di Maria Serena Bongiovanni che ha immortalato moltissime donne che si muovono, riflettono e dialogano con ciò che le circonda, tutte all’interno della Biennale di Venezia.

Laura Carioni: Io, ritratto di donna

I volti delle donne 2.0. Foto di Laura Carioni.

Attraverso un viaggio in prima persona fatto di luoghi familiari, di immagini, Laura Carioni vuole raccontare una storia universale in cui le donne guardano se stesse, senza filtri e senza paure, recuperando i propri ricordi, le emozioni e le speranze. L’autoritratto su polaroid costituisce il mezzo ideale da cui partire per comunicarsi con libertà.

Angelo Chinosi: Senza titolo

I volti delle donne 2.0. Foto di Angelo Chinosi.

Donne che sorridono e che si divertono nel pieno della loro vita, questi gli scatti di Chinosi fatti tra gli anni Ottanta e Novanta al pranzo degli anziani nelle scuole a Lodi Vecchio.

Antonio Cremonesi: Ritratti in bianco

I volti delle donne 2.0. Foto di Antonio Cremonesi.

Antonio Cremonesi si avvale di una poesia di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana, del 2000 dal titolo “A Morte Devagar” (letteralmente: “una morte lenta”, tradotta in Lentamente muore), per accompagnare le sue fotografie in bianco e nero.

Paola Desiderato: Women’s places

I volti delle donne 2.0. Foto di Paola Desiderato.

La cucina, la camera da letto, il supermarket, la reception, la sala di danza non sono più gli unici luoghi a cui le donne possono ambire. Paola Desiderato utilizza la macchina fotografica per raccontarci le donne contemporanee che vivono in continuo cambiamento perché in dialogo con il mondo che le circonda, inserite in spazi che un tempo non gli appartenevano.

Cristiano Guida e Luigi Mazzucchi: Us

I volti delle donne 2.0. Foto di Cristiano Guida e Luigi Mazzucchi.

“Us” cioè “noi” e non si riferisce solo alle 200 e più donne ritratte, da Luigi e Cristiano, ma a “noi” come concetto di umanità. Una texture di scatti in bianco e nero appiattisce democraticamente i vissuti, tirando fuori la forza dell’unione.

Luigi Tonani: Volti in strada

I volti delle donne 2.0. Foto di Luigi Tonani.

Le foto di Luigi Tonani sono state scattate in strada, furtivamente, per cogliere la naturalezza dei volti. Le foto sono incorniciate da un bordo rosso per ricordare il tema che è al principio dell’esposizione.

Monica Zucchelli: Volti acqua e sapone

I volti delle donne 2.0. Foto di Monica Zucchelli.

L’espressione più intima della Facce di Mo’KIKA, di Monica Zucchelli, un viaggio introspettivo del suo mondo, privo di ogni sovrastruttura. I tratti lasciano spazio a colori tenui e i lineamenti diventano tratti delicati che scompaiono nella visione d’insieme di ciascun volto. Punto centrale è la loro bocca, il simbolo di un linguaggio globale. Sono volti “parlanti” grazie alla voce di Paola Emma Tosi.

Photo Club Punto di Vista: Il Coraggio delle Donne 

I volti delle donne 2.0. Foto di Photo Club Punto di Vista.

Gli occhi di 36 donne di ogni età, un manifesto di sguardi che comunica il loro coraggio per dire a gran voce basta alla violenza. 36 ritratti tutti nella stessa posa, tutti con la loro nemesi fattasi ombra. 36 singoli ritratti, ognuno con la sua storia in un’unica solenne immagine.

Credits: Associazione culturale I Ricci di Lodi Vecchio (Lo).

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