ANTONY GORMLEY E LA SCOPERTA DEL CORPO

Di Paola Desiderato

Tempo di lettura: 4 minuti.

Tra tutti i luoghi in cui, al giorno d’oggi, siamo stati una o più volte, ce n’è uno che difficilmente frequentiamo o in cui non ci siamo mai recati: il nostro corpo.

Secondo l’artista anglosassone Antony Gormley, il corpo umano è uno spazio ben definito, dove trovano la propria dimensione le esperienze, i ricordi, le emozioni, la ragione e l’immaginazione di ognuno.

A. Gormley, Subject II, 2019.

Lo spazio che abitiamo, ovvero il nostro corpo, è l’oggetto delle ricerche artistiche di Antony Gormley, che indaga il nostro “Reame interiore” addentrandosi nei suoi meandri e costringendoci ad ammettere che in realtà non lo conosciamo affatto!

La raccolta di opere nella mostra dedicata all’artista presso la Royal Academy of Arts di Londra, ci guida alla scoperta dei nostri sensi, delle sensazioni che ne derivano, attraverso sculture, schizzi, bozzetti e installazioni che focalizzano l’attenzione sulla nostra presenza come corpo nel mondo esterno ma, allo stesso tempo, consapevoli di essere nel nostro corpo.

I want to use sculpture to throw us back into the world, to provide this place where the magic, the subtlety, the extraordinary nature of our fist-hand experience is celebrated, enhanced, made more present.

A. Gormley

La mostra “Antony Gormley” si suddivide in 13 sezioni: si comincia con i suoi primi lavori, passando per bozzetti preparatori e studi per le successive installazioni, per poi arrivare alle sperimentazioni più audaci e di dimensioni sempre più grandi (a malapena contenibili all’interno di quattro pareti!).

Una sola opera rischia di sfuggire alla vostra vista, e addirittura, di farvi inciampare mentre attraversate l’atrio della storica Accademia londinese: una piccola scultura, più piccola di un mattone, anticipa la mostra all’interno. “Iron Baby” si presenta come un neonato di ferro accovacciato, il cui colore ricorda il centro vitale della Terra. Quel bambino siamo noi, precarie creature sul pianeta, alla ricerca di conforto, pace e sicurezze, accovacciati e chiusi in noi stessi.

A. Gormley, Iron Baby, 1999.

Tante altre forme e figure, fatte di metallo o di pietra, distese per terra, fluttuanti nel vuoto o attaccate al soffitto a testa in giù, vi sorprenderanno durante il percorso e saranno i vostri stessi sensi a trascinarvi, curiosi, da una stanza all’altra.

Le opere di Gormley sono esperienze da vivere in solitaria, ognuno nel proprio intimo e solo dopo aver completato il percorso nelle “stanze” del corpo che l’artista ci invita ad aprire, (solo allora!) potremo confrontarci con altri “corpi” e magari chiederci: “Perché non eravamo mai stati in quel luogo?”.

A. Gormley, Lost Horizon I, 2008

ANTONY GORMLEY

Royal Academy of Arts –  Burlington House, W1J 0BD London.

Fino al 3 Dicembre 2019

Foto dell’autrice.

In copertina: A. Gormley, Lost Horizon I, 2008. Credits: https://www.royalacademy.org

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