MuseoCity 2019, Muse Dialoganti-Milano

10 SEDUTE PER 10 MUSEI A MILANO E PER I LORO VISITATORI

Di Paola Desiderato

Tempo di lettura: 3 minuti

Qual è la cosa più appagante durante una lunga visita al museo? Guardarsi intorno e vedere delle sedute libere, pronte all’uso. Se in questo momento state negando il desiderio di riposo fisico che nasce in ognuno di noi, dopo ore in piedi e con lenta camminata tra le sale di un museo, a favore invece di una visita spedita, animata e mai stancante, state mentendo a voi stessi oppure siete esseri extra-ordinari, nascosti in mezzo a noi, stanchi comuni mortali.

Anche – e soprattutto – i più interessati al mondo dell’arte ammetteranno che nulla rende una visita in museo più soddisfacente che godere di essa con delle ripetute pause fisiche. Una buona lettura dei dettagli delle sale, dell’allestimento, dei colori nella stanza, dei suoni intorno a noi, dei testi esplicativi ed, infine, una reale connessione emotiva con le opere, deriva proprio da uno stato di calma, concentrazione e rilassamento fisico.

Stiamo parlando di perdersi nell’opera, cioè di interagire con l’arte quasi dimenticando la nostra fisicità senza la distrazione data dalla fatica della lunga sosta in piedi.

Roberto Palomba, architetto e designer dello studio Palomba Serafini Associati.

Se a questo concetto si aggiunge l’idea di combinare e, così, far dialogare l’Arte e il Design nei luoghi della cultura dedicati alle antiche Muse, ecco spiegata la finalità (e il nome) del progetto “Muse Dialoganti: 10 sedute per 10 musei”, promosso e curato dall’Associazione MuseoCity di Milano.

Maria Grazia Mazzocchi, Presidente dell’Associazione MuseoCity, ci tiene a sottolineare che MuseoCity lavora dal 2016 per stimolare il pubblico a conoscere e apprezzare i musei milanesi, questa volta offrendo la possibilità di un momento di contemplazione, utile per tutti i visitatori.

Grazie al contributo di Fondazione Cariplo e di Unicredit e in collaborazione con lo studio Palomba Serafini, MuseoCity ha organizzato una Conferenza Stampa presso il Museo del Novecento di Milano il giorno 3 dicembre, per inaugurare e rendere noto a tutta la comunità questo nuovo progetto.

Museo del Novecento, Baxter, Passepartout di Federico Peri. Ph Filippo Romano x Museo City 2019, courtesy MuseoCity.

Sfida di questa iniziativa è l’integrazione di sedute che non inquinino visivamente gli spazi museali ma che al contrario si integrino e che siano capaci di dialogare con l’ambiente e l’opera.

Forse la migliore definizione di design è quella di vestire di emozione una funzione, quindi il dialogo con l’arte è immediato. […] Ogni seduta in relazione all’opera diventa una piccola istallazione a sé, e racconta un rapporto possibile tra arte e design.

Roberto Palomba, architetto e designer dello studio Palomba Serafini Associati.
GAM Galleria d’Arte Moderna, Moroso, Double Zero di David Adjaye. Ph Filippo Romano x Museo City 2019, courtesy MuseoCity.

Otto aziende italiane di design, BaxterCappelliniCassinaGiorgettiHorm ItaliaKartellMolteni e Moroso, hanno prodotto e donato dieci sedute realizzate da dieci designer, per dieci musei milanesi: Casa Museo Boschi Di StefanoCivico Museo ArcheologicoGAM Galleria d’Arte ModernaMuseo del NovecentoMuseo di Storia NaturaleMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da VinciMuseo Storico Alfa RomeoPalazzo Morando Costume Moda e ImmaginePinacoteca Ambrosiana e Pinacoteca di Brera.

Le sedute, già presenti e permanenti nelle sale dei musei, sono state progettate da alcuni dei più importanti rappresentanti del design italiano ed internazionale, tra cui Philippe Starck, Toyo Ito, Federico Peri, Gio Ponti, Gaetano Pesce, Ludovica + Roberto Palomba, Giulio Cappellini.

Quindi, cosa aspettate? Correte a “sedervi” con stile di fronte ai capolavori dell’arte nei musei che amate, in quelli che non frequentate da tempo o che ancora non conoscete, all’interno del ricco circuito museale milanese.

Credits: AD News, MuseoCity.

In copertina: Palazzo Morando Costume Moda e Immagine, Giorgetti, Galet di Ludovica + Roberto Palomba. Ph Filippo Romano per Museo City 2019, courtesy MuseoCity.

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