KENRO IZU, REQUIEM FOR POMPEI. UNA PREGHIERA IN BIANCO E NERO

Di Chiara Sandonato

Tempo di lettura: 4 minuti

La memoria di Pompei è una faccenda complicata. C’è il rischio di perdersi nei meandri di un labirinto, in una città senza tempo e senza vita, disseminata dai resti di una gloria soffocata all’improvviso. Nel coltivare il ricordo e l’assenza, si finisce per far germogliare anche il senso di quella sconfinata insensatezza che attraversa l’esistenza umana. 

Kenro Izu, Casa degli amorini dorati, Pompei, 2016

Esiste, tuttavia, un modo meraviglioso per ricordare: rivolgere una preghiera. Lo insegna l’artista giapponese Kenro Izu, grazie ad un progetto fotografico esposto al MATA di Modena: Requiem for Pompei, 55 scatti dedicati alla città campana distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C e sepolta sotto cenere e lapilli.

Nel bel mezzo delle sale del museo, l’artista si aggira silenzioso tra le sue opere, con la grazia di un ballerino. È di statura piccola, ma la sua postura è rigorosa, come quella di un samurai. L’abito scuro, la camicia bianca e i capelli brizzolati fanno pendant con le fotografie che costellano le pareti in mostra. Mentre parla, con un tono di voce delicato e compito, Izu non sorride mai con la bocca ma lo fa con gli occhi, più difficili da controllare. Con gli stessi occhi, piccoli eppure profondi, osserva il mondo e, in particolare, indaga i territori del sacro.

Kenro Izu, Angkor #26, Cambodia, 1993, dalla serie “Sacred Places”

Dal Tibet alla Cambogia, dall’Egitto al Perù, il fotografo ricerca luoghi e monumenti dove sia percepibile la costante tensione dell’uomo verso il divino. Questa, è la volta di Pompei.

Dai vicoli alle ville, fino alle fattorie alle pendici del vulcano, l’artista ci trasporta in un racconto spirituale in cui le pareti affrescate e i pavimenti ricoperti da mosaici con geometrie variopinte sono sommersi in un mondo in bianco e nero, sacro e silenzioso.

Kenro Izu, Pompeii #70. Italy, 2016

L’obiettivo dell’artista non è immortalare la bellezza di questa città pietrificata, ma cogliere la potenza del ricordo racchiuso tra sue rovine. Come in un sogno, nelle atmosfere sospese dei suoi scatti, appaiono personaggi misteriosi: non conosciamo il loro nome o la loro storia, ne conserviamo soltanto un’ombra, un’impronta. Si tratta delle copie dei calchi originali dei corpi sepolti dall’eruzione, che emergono come delle gabbie bianche da cui è volata via la vita.

FMAV, MATA, Kenro Izu – Requiem for Pompei, Modena

Possiamo osservare le loro posizioni nel momento in cui la morte li ha sorpresi: alcuni si trovano proni sul pavimento, come avvolti da un sonno profondo; altri, supini, contorti e rigidi, con le braccia e le gambe alzate nel tentativo vano di invocare la salvezza; altri ancora, accovacciati o con la bocca spalancata come se tentassero di urlare qualcosa, ma l’urlo fosse rimasto strozzato in gola.

Kenro Izu, Casa di Apollo, Pompei, 2016

“Kenro Izu” – come affermano i curatori Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi – “ha la straordinaria capacità di abbattere i muri del tempo, creando immagini sublimi che ci accomunano nello spirito agli uomini di altre epoche, luoghi e civiltà”.

Il requiem – letteralmente “riposo” – è una messa celebrata per la memoria di un defunto e, al contempo, una composizione musicale.

La fotografia di Kenro Izu appare proprio come un cantico sussurrato, intonato, che si leva dalle viscere della terra e si poggia delicatamente su ogni pietra, foglia e rovina, regalando l’eterno riposo.

In copertina: Kenro Izu, Orto botanico della flora vesuviana antica, Pompei, 2016

KENRO IZU – REQUIEM FOR POMPEI

Dal 6 dicembre 2019 al 13 aprile 2020
Modena, FMAV – MATA
via della Manifattura dei Tabacchi 83
Orari: mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19.

Aperta 25 dicembre e 1 gennaio: 16-19
Biglietti: Intero € 6, Ridotto € 4. Ingresso gratuito mercoledì e prima domenica del mese


Info: +39 059 2032919
www.fmav.org

Ufficio stampa FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE

Irene Guzman | T. +39 349 1250956 | i.guzman@fmav.org

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche | Stefania Rusconi | tel. 02.36755700 | stefania.rusconi@clp1968.it | www.clp1968.it

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