LE OPERE DI VAN GOGH E REMBRANDT DANNO IL NOME A DUE CORPI CELESTI

di Chiara Sandonato

Tempo di lettura: 2 minuti

UNA STELLA E UN ESOPIANETA DELLA COSTELLAZIONE DI ANDROMEDA, SONO STATI RINOMINATI ISPIRANDOSI A DUE CELEBRI OPERE D’ARTE DI VAN GOGH E REMBRANDT.

Il giornale olandese NL Times  ha annunciato qualche giorno fa i vincitori di un concorso per rinominare una stella attualmente conosciuta come HAT-P-6 e il suo vicino esopianeta HAT-P-6-b.

La IAU – Unione Astronomica Internazionale – aveva infatti chiesto agli abitanti dei Paesi Bassi di votare per ribattezzare i due corpi celesti e gli inaspettati vincitori sono stati Vincent Van Gogh e Rembrandt van Rijn.

I nomi proposti in gara avrebbero dovuto rispettare una serie di regole precise: è stato vietato l’utilizzo di termini offensivi, con forti connotazioni religiose e politiche, e l’uso di nomi che si riferissero a marchi famosi. Inoltre per la IAU nominare una stella o un pianeta come una persona è permesso solo se la persona è morta almeno da cento anni.

Ecco così comparire nel cielo, a 905 anni luce dal nostro sistema solare, i capolavori di Van Gogh e Rembrandt, i nuovi nomi per due corpi celesti: Starry Night, una stella nana di colore giallo-bianco e The Night Watch, un grande pianeta gassoso che le ruota accanto.

Van Gogh, Starry Night, 1889, Museum of Modern Art, New York
Credit
Rembrandt van Rijn, The Night Watch, 1642, Rijksmuseum
Credit

Le due opere rappresentano entrambe scene notturne, dai forti contrasti e il tono sommesso, che ben si addicono al silenzio dell’universo.

Starry Night è il paesaggio che Van Gogh osserva alla finestra della sua stanza nel manicomio di Saint-Rémy. Tuttavia, il pittore non racconta fedelmente questa veduta notturna, ma la trasforma in una potente visione onirica in cui affiorano rumorosamente le sue emozioni, le sue paure e le sue angosce.

Considerato uno dei maggiori capolavori del maestro olandese, The Night Watch è un esempio dell’eccezionale uso della luce nell’opera di Rembrandt. Il dipinto raffigura il capitano Frans Banning Cocq nel momento in cui con un gesto della mano ordina alla sua compagnia di archibugieri – i Kloveniers – di avanzare lentamente.

Così, dal nostro piccolo pianeta, nei panni di formiche, restituiamo all’universo la grandezza immensa di questi due capolavori, immaginando che un pezzetto di cielo di Van Gogh possa vibrare sotto lo stupore di mille altre stelle e che i militari con l’archibugio di Rembrandt si muovano silenziosi al buio verso un ignoto luogo d’azione, per l’eternità.

In copertina: Da Oggi Scienza un’immagine illustrativa: N pianeta gioviano che orbita intorno a una stella nana rossa.

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