DA BERLINO A TRANI: RISCOPRIAMO TINA MODOTTI, FOTOGRAFA E ATTIVISTA RIVOLUZIONARIA

Di Vittoria Farano

Tempo di lettura: 3 minuti.

Trani, nota città pugliese affacciata sul mare, ha avuto l’onore di ospitare dal 7 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020 nella Pinacoteca di Palazzo Beltrani, situato nel cuore del centro storico, l’esposizione curata da Alessia Venditti, Sara Esposito e Francesca Matera dal titolo “Tina Modotti, Immagini dalla Galerie Bilderwel” che ripercorreva cronologicamente la vita dell’artista. 

Tina Modotti, Immagini dalla Galerie Bilderwel, la mostra a Palazzo Beltrani, Trani 2020.

La bravura della fotografa attivista Tina Modotti ha attirato l’attenzione di più visitatori del previsto, al punto da ritenere necessario prorogare la mostra tranese per qualche altro giorno. Anche i ritardatari hanno avuto quindi occasione di accedere alle opere uniche dell’artista: cinquanta fotografie del gallerista tedesco Reinhard Shultz.

T. Modotti, Piccolo agrario orgoglioso, Messico 1927.

Tina Modotti, abbreviazione di Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti, è considerata una della più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo. Nasce in Italia, a Udine nel 1896, ma viene costretta molto presto a migrare prima in Austria poi negli Stati Uniti, dove conoscerà il fotografo Edward Weston, diventando ben presto oltre che sua modella preferita, anche la sua amante. Il loro legame risulta determinante per la sua carriera, difatti la Modotti preferisce percorrere i primi passi accompagnata dalla bravura del celebre artista; ma dal 1924 in poi acquista maggiore autonomia: agli esordi una particolare attenzione per forme naturali: rose, cactus specialmente. In un secondo momento, la fotografa utilizza il mezzo fotografico come strumento di indagine e di denuncia sociale, diventando l’attivista rivoluzionaria, come viene ancora oggi ricordata.

Desidero fotografare ciò che vedo, sinceramente, direttamente, senza trucchi, e penso che possa essere questo il mio contributo per un mondo migliore.

Tina Modotti, 1926.
T. Modotti, Dolores De Rio, Messico, 1925.

A cavallo tra gli anni Venti e gli anni Trenta, le sue fotografie vengono pubblicate su più riviste: “Forma”, “ New Masses” per citarne alcune: è questo il periodo in cui affina un pensiero politico e diviene fotografa ufficiale del movimento muralista messicano e stringe significativi rapporti politici ed artistici. È doveroso, oltre che di fondamentale importanza, ricordare la sua amicizia con Frida Kahlo, Diego Rivera e Pablo Neruda; alcuni versi di quest’ultimo sono stati incisi come epitaffio sulla lapide della fotografa, deceduta nel 1942 a Città del Messico.

Anonimo, Tina Modotti e Frida Kahlo, Messico 1928. Photo courtesy Galerie Bilderwelt di Reinhard Schult. Credit: The Mammoth Reflex.

Oggi le opere della fotografa friulana sono esposte nei più importanti musei al mondo, tra cui l’International Museum of Photography and Film at George Eastman House di Rochester (USA), niente meno che il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia.

N.B.: Per chi si fosse perso l’ultima mostra della fotografa Tina Modotti a Trani, niente panico! Il Mudec – Museo delle Culture di Milano le dedicherà una mostra dal titolo “Tina Modotti e il Messico”, in occasione della Milano Photo Week 2020. La mostra sarà aperta al pubblico da aprile ad agosto 2020.

Foto dell’autrice.

In copertina: T. Modotti, Diego Rivera and Frida Kahlo march with artists on May Day, 1 May 1929. Photo courtesy of Galerie Bilderwelt, Berlin. Credit: Istanti Digitali.

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