NON IL SOLITO HAYEZ: UN ALTERNATIVO VIAGGIO D’AMORE NELL’ARTE

Di Vittoria Farano

Tempo di lettura: 3 minuti.

Cioccolatini, bigliettini, fiori, palloncini e molto altro: insomma chi più è innamorato, più ne metta.

Lo sappiamo da sempre che il 14 febbraio è la festa di tutti coloro che vogliono inneggiare all’amore. Qualsiasi esso sia. A tal proposito, vi racconto una curiosità, così da ribadire la libertà dell’amore da schemi prestabiliti di natura religiosa, razziale, di genere o di ceto sociale. Sapevate che Valentino, Santo di oggi, fu proprio colui che ebbe l’audacia di celebrare il primo matrimonio tra un pagano e una giovane cristiana? 

Ebbene fu proprio così! Il patrono dell’amore ha deciso: viva l’amore libero, incondizionato! 

Compiamo insieme un viaggio d’amore nell’arte un po’ alternativo: sicuramente sarete stupiti di non trovare il classico “Bacio” di Klimt o quello di Hayez, tanto cari ai nostri social network, soprattutto in questo particolare giorno. Andando piacevolmente controcorrente, ho scelto quattro opere che dimostrano come questo sentimento abbia sempre sentito l’esigenza di essere espresso, raccontato, disegnato, dipinto, scolpito nelle varie “fasi” che lo rappresentano. Grandi artisti del passato hanno lasciato il segno consegnandoci un pezzetto della loro privata emozione, rendendola così immortale.

Lorenzo Lotto nel 1524 dipinse “I coniugi dell’Ermitage”, opera dalle diverse interpretazioni. Su una cosa però i critici sono d’accordo all’unanimità: l’amore che lega i due protagonisti. A primo acchito i due sposi ci possono sembrare freddi, austeri. Ma uno sguardo più attento ci dimostra invece che sono più di uno i rimandi ad un forte tema amoroso, per dirne alcuni: la mano della sposa sulla spalla dell’amato in segno di affetto e il cagnolino sulle sue gambe, simbolo di eterna fedeltà.

Lorenzo Lotto, “I coniugi dell’Ermitage”,1524. Credit.

“Il bacio con la finestra” è un dipinto di Edvard Munch del 1892 che racconta quanto l’amore, a volte, possa creare una dicotomia di sensazione: il desiderio di amare e la paura di amare. Le due figure sembrano impossibilitate ad essere separate e questo secondo l’autore, sempre persuaso da un senso di gran solitudine, sta ad indicare che il grande sentimento implica una perdita di identità.

Edvard Munch, “Il bacio con la finestra”, 1782. Credit.

Costantin Brancusi tra il 1907 e il 1908 eseguì un’opera scolpita nella pietra, “Il bacio”, ispirata dall’omonima scultura eseguita da Rodin.

La lastra prende vita davanti a noi: i due amanti sono stretti in un passionale bacio e in un irremovibile abbraccio. Riusciamo a malapena a distinguere le figure, ma riusciamo realmente a percepirne il sentimento.

Costantin Brancusi, “Il bacio”, 1907. Credit.

“Diego nella mia mente”, opera di Frida Kahlo, realizzata nel 1943, durante il periodo di divorzio dal suo, pur sempre amato, Diego Rivera. La loro tormentata storia d’amore è nota ai più: l’artista messicana è stata, per tutta la vita, vittima di continui tradimenti. Ma nonostante questo, suo marito continuava ad essere il centro nevralgico dei suoi pensieri e non a caso nel dipinto è posizionato proprio lì, al centro della sua fronte.

Frida Kahlo, “Diego nella mia mente”, 1943. Credit.

Attraverso passione, fedeltà, paura e ossessione il nostro, seppur breve, itinerario artistico amoroso è giunto al capolinea. Non mi resta che augurarvi di trascorrere questa giornata con chi preferite, con chi amate (che sia un artista, un oggetto d’arte o una persona in carne ed ossa del vostro quotidiano), ma soprattutto vi auguro di vivere il vostro amore senza il timore che venga in alcun modo giudicato o contrastato.

In copertina: F. Hayez, Il Bacio, 1859, olio su tela. Milano, Pinacoteca di Brera. Foto di Paola Desiderato.

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