CLOSEUP TRAVEL: BRUGES E BRUXELLES

Di Francesca Iervasi

Tempo di lettura: 4 minuti.

Lasciate le guide sugli scaffali delle librerie, dimenticate i programmi di cosa vedere e dove mangiare, così come gli spiccioli per i mezzi pubblici; indossate scarpe comode e camminate: perdetevi nei vicoli di Bruges e Bruxelles.

BRUGES

Bruges è il capoluogo delle Fiandre Occidentali e dal 2000 patrimonio dell’umanità UNESCO. Non c’è da stupirsi: girovagare per il borgo è come sfogliare le pagine di un libro pop-up dipinto dai Bruegel che profuma di zucchero caldo e burro fuso.

Si può essere d’accordo con i libri-guide turistiche sul fatto che sarebbe meglio programmare un viaggio in Belgio tra la primavera e l’estate: ma il colore perfetto per il cielo di questa città è il PANTONE 13-5304 TCX Rainy Day, e solo a Gennaio, o comunque nei primi freddi mesi dell’anno, si può trovare un’atmosfera così magica. I mesi invernali sono sempre sconsigliati per viaggiare in questi luoghi, ma è per questo motivo che vi suggerisco di sceglierli per fare le valige e partire: Bruges merita di essere visitata in silenzio, senza affanni, nelle prime settimane dell’anno, quando le piazze sono appena state liberate dagli addobbi di Natale e dai tanti turisti.

Markt, Bruges.

Arrivarci è semplice: più comodo del viaggio in autobus (ci sono diverse corse Flixbus sia in settimana, sia nel weekend a prezzi convenienti) è sicuramente quello in treno. La stazione centrale di Bruges è vicinissima al centro, non avrete bisogno di prendere bus o navette. Una volta attraversato il ponte sul Reie, prendete come punto di riferimento il campanile della cattedrale di San Salvatore (Sint-Salvatorskathedraal), la chiesa principale della città, seguite poi Steenstraat – la via dello shopping.

Steenstraat, Bruges.

Il Belfort, la torre civica, sarà la vostra Stella Polare: passo dopo passo raggiungerete la maestosa Piazza del Mercato, il Markt. Fra le prime cause di dispnea c’è sicuramente questo luogo: nell’enorme piazza sorgono la Provinciaal Hof – l’edificio neogotico sede del governo provinciale delle Fiandre Occidentali – il Postgebouw – l’ufficio postale della città – e la più recente Gouverneurswoningen, la casa del Governatore.

Markt, Bruges.

Qui ogni 15 minuti il brusio dei turisti che affollano la piazza, viene interrotto da un motivo diverso suonato dal carillon di 47 campane della torre civica. Il lato occidentale della piazza è quello con gli edifici più antichi risalenti al XV secolo; quelli del lato settentrionale risalgono al XVI-XVII secolo e sono sicuramente i più fotografati del borgo, con la loro inconfondibile conformazione a gradoni ed i coloratissimi frontoni.

Fermatevi qui, sedetevi ai tavolini di un bar o su una delle (ahimè poche) panchine della piazza, inebriatevi del suo profumo, godete della sua immensa bellezza.

Breidelstraat collega il Markt al Burg, la piazza del municipio, lo Stadhuis, e della Heilig-Bloedbasiliek, la Basilica del Santo Sangue: l’edificio – su due livelli, uno inferiore romanico e uno superiore gotico – del XII secolo conserva la reliquia del sangue di Gesù, una piccola ampolla probabilmente risalente allo stesso periodo della basilica. Attualmente il livello superiore è in fase di restauro: è possibile visitarlo, ma non tutti gli affreschi sono visibili.

Percorrete Blinde- Ezelstraat, attraversate Huidenvettersplein e fermatevi all’angolo con Braambergstraat; guardate il fiume: questo è il punto panoramico più fotografato di tutto il Belgio.

Punto panoramico, Bruges.

Passeggiando per le vie di Bruges – tralasciando i tanti piccoli e grandi musei – non vi accorgerete dello scorrere del tempo; un’ora in qualunque altro posto, vi sembrerà corrispondere qui, a soli 5 minuti. Ma fermarsi al Bierpaleis o al The Vintage per bere una birra trappista o una blanche al calduccio non potrà mai essere considerata una perdita di tempo.

BRUXELLES

Grand Place, Bruxelles.

Anche in questo caso i mezzi pubblici sono banditi: Bruxelles è una pocket city, i quartieri del centro sono tutti vicini e facilmente raggiungibili a piedi (tranne Heysel, dove c’è il famosissimo Atomium). Le vie del centro sono un vero e proprio museo a cielo aperto e un paradiso per gli amanti del fumetto: da un angolo di Rue Marché-au-Charbon sbuca Broussaille passeggiare con la sua amica, a Rue de la Buanderie fatevi da parte mentre Asterix e Obelix guidano i Galli alla battaglia contro i romani tontoloni di Giulio Cesare, oppure a Rue de l’Etuve aspettate che Milou, Tintin e il Capitano Haddock scendano le scale antincendio, magari per andare a fare un giro insieme a La Boutique Tintin, il museo-negozio che si trova proprio vicino alla Grand Place.

Il Belgio mette a dura prova il corpo umano: tachicardia, capogiri, confusione e allucinazioni sono in genere i sintomi classici di chi soffre della Sindrome di Stendhal; se siete sopravvissuti al Markt di Bruges, qui potreste non resistere. Noi però vi abbiamo avvisati.

Grand Place, Bruxelles.

110 x 68m di puro splendore; gotico, barocco, neoclassico e neogotico s’intrecciano fra le statue e gli altorilievi del municipio e della Maison du Roi, mentre l’oro tinge i dettagli delle case delle corporazioni e della Maison des Ducs de Brabant. Non a caso anche la Grande Piazza di Bruxelles è stata iscritta nella lista del patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1998.

Grand Place, Bruxelles.

Se tutte queste emozioni vi hanno fatto venire fame, vi consigliamo di fare un salto in uno dei ristoranti storici della città, Chez Leon; forse un po’ troppo turistico, ma è una garanzia: qui potete assaggiare le migliori cozze e patatine di Bruxelles.

Se poi vi viene voglia di una birra, proprio accanto al ristorante c’è il famosissimo Delirium, uno dei pub più caratteristici e affollati della città dove avete la fortuna di bere qualcosa in compagnia della Jeanneke-Pis, la “sorellina” (purtroppo) un po’ meno famosa del Manneken-Pis, le statue in bronzo simboli di Bruxelles.

A qualche minuto di distanza c’è Mont des Arts, il complesso urbanistico formato dalla Biblioteca reale del Belgio, l’Archivio di Stato e il Palazzo dei Congressi. Da qui potete andare a Sablon – l’elegante quartiere delle gallerie e degli antiquari, passando per i Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique e il Musée Magritte – o al modernissimo Léopold, noto anche come “quartiere europeo”. Il nostro consiglio è quello di addentrarvi a Sablon in serata, quando le luci gialle dei lampioni e dei piccoli negozi creano l’atmosfera perfetta che vi riporterà indietro nel tempo.

Sablon, Bruxelles.

Presso l’Espace Léopold è possibile visitare gratuitamente l’emiciclo del Parlamento europeo: vi verrà consegnata una guida multimediale che vi spiegherà in modo dettagliato e in circa un’ora la storia del complesso istituzionale e il suo funzionamento; inoltre, è possibile assistere alle sedute plenarie del parlamento.

Ubicato nel parco che circonda l’Espace Léopold, la Casa della storia europea è il museo che vale davvero la pena di visitare: l’ingresso è gratuito e, oltre all’esposizione permanente sulla storia del continente e dell’UE, il museo offre ai visitatori la temporanea “Gioventù ribelle“, un modo per rivivere la lenta costruzione della Comunità europea che conosciamo oggi, ma con gli occhi di quei giovani che hanno lottato con le loro penne, i cartelli, le manifestazioni – ma anche la musica, la moda, il cinema – per non dover mai tornare indietro nel tempo.

Léopold, Bruxelles.

Nel quartiere centrale, il profumo dei gaufres caldi vi tenterà più del canto delle sirene di Ulisse; ovunque troverete chioschi e negozi che preparano le tradizionali cialde di Liegi o la variante americana, i waffles. Vi consigliamo di assaggiare prima la variante classica del dolce, poi quella all’irresistibile cioccolato belga (non Nutella, mi raccomando!) o alla fragola: vi faranno impazzire, ma il vostro cuore e il vostro palato resterà sempre affezionato alla dolcezza e alla semplicità della cialda liégeois.

Gaufre au chocolat, Bruxelles. Credit.

Sarà più facile girare per Bruxelles rotolando! E perché non rotolare al civico 9 di Rue des Chartreux per una cena a Fin de Siècle? Catapultati nei primi anni del ‘900, potrete gustare un ottimo piatto di salsicce, purè di patate e porri, il tutto immerso in una salsa speziata alla birra di cui non vi dimenticherete mai, nemmeno fra mille anni.

Lasciare Bruxelles la mattina presto, quando è ancora buio e i lampioni si stanno piano piano spegnendo per lasciar posto alla fioca luce del giorno, è una scena malinconica degna di un film. I primi rumori della città che si risveglia, l’aria pungente, il profumo delle pasticcerie che si rimettono all’opera, i lamenti dei clochard che si coprono con le coperte fin sopra i capelli per non farsi vedere, stesi davanti ai portoni delle abitazioni, sotto i portici, davanti agli hotel. Questa è l’altra, vergognosa, faccia di una città meravigliosa come Bruxelles; un tuffo al cuore, un mostruoso senso di colpa per ogni “È stupendo!” detto con un filo di voce e il sorriso incontrollato.

Foto dell’autrice.

In copertina: La Grand Place, Bruxelles, Gennaio 2020. Foto di Francesca Iervasi.

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