COVERART #2: JASON GALEA E L’UNIVERSO DEI KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD

Di Luca Panelli

Tempo di lettura: 4 minuti.

I King Gizzard & the Lizard Wizard sono una delle principali band che si sono affacciate sul panorama della musica rock mainstream internazionale degli ultimi anni. Sin dal loro esordio, avvenuto dieci anni fa, il settetto australiano ha infatti pubblicato un totale di diciassette dischi, spaziando tra vari generi: dallo psych-rock al thrash metal.

La band ha guadagnato un fervente seguito simile solo a quello dei The Greatful Dead, grazie anche a una sorta di mitologia e continuità narrativa che hanno saputo creare a sostegno dei loro sforzi creativi a livello musicale.

Dietro questa visione c’è anche l’operato di Jason Galea, un visual artist che accompagna la band nella componente visuale del loro lavoro sin dall’esordio. Egli è infatti responsabile di tutte le copertine, le locandine, le animazioni per i live set e la regia di quasi tutti i video musicali che la band ha pubblicato.

Jason Galea tra alcune delle copertine di sua ideazione. Credit.

Jason è un giovane artista che, al contrario della media delle persone della nostra generazione, è riluttante alle luci della ribalta. Online non si trovano sue foto, le interviste che concede sono molto rare e ha la buona abitudine di cancellare regolarmente i suoi post su social e sul suo sito ufficiale.

Questo, ovviamente, non fa altro che alimentare il mistero attorno alla sua persona, ma soprattutto, a mio parere, questa cosa dimostra come – a volte – per acquisire successo e seguito basti semplicemente il talento creativo. È questo genio totalmente folle che ha saputo spesso affascinarmi sia attraverso le copertine che i video surreali della prolifica band australiana.

Come primo esempio del lavoro di questo visual artist vorrei proporvi il primo LP dei KGATLW: 12 Bar Bruise.

Jason Galea, copertina per 12 Bar Bruise dei Kin Gizzard And The Lizard Wizard (2012). Credit.

L’album di esordio della band è stato pubblicato il 7 settembre 2012 tramite l’etichetta indipendente Flightless, di loro proprietà. Il disco è, come potrebbe suggerirci il titolo (Lividi in 12 battute), una raccolta di brani garage rock-acid punk da ballare senza freni, sfoggiando come forsennati le proprie migliori abilità di rock ‘n roll o pogando.

Questo genere musicale “vintage” ha visto una rinascita preponderante nell’ultimo decennio, soprattutto in Australia, e i King Gizzard sono stati tra i primi fautori di questa riscoperta. Le tre chitarre elettriche, le percussioni unite alla batteria e l’armonica a bocca suonate dai membri nella band sono in grado di creare, per l’appunto, un groove a dir poco energizzante che fa venire voglia di muoversi sin dalle prime note. Consiglio l’ascolto delle tracce Elbow e Muckraker, ma il disco vale la pena di essere ascoltato anche solo per la sua durata di 30 minuti circa.


I King Gizzard in live nel 2012

Se voleste approfondire queste sonorità rimanendo fedeli al gruppo non potete fare a meno dell’EP del 2011Willoughby’s Beach, che anticipa l’esordio della band avvenuto l’anno successivo con il primo, vero, album, 12 Bar Bruise appunto.

I KGATLW, infatti, esploreranno questo stile adrenalinico per l’ultima volta proprio in 12 Bar Bruise, iniziando dal secondo lavoro a sperimentare fortemente con le sonorità psichedeliche e addirittura con lo spaghetti western e la spoken word, come è possibile prefigurarsi già dal brano Sam Cherry’s Last Shot.

Jason Galea, copertina per Willoughby’s Beach dei Kin Gizzard And The Lizard Wizard (2011). Credit.

La copertina del primo album raffigura una lucertola umanoide simile a un camaleonte, di profilo e armata di spada. Sullo sfondo, prevalentemente di tonalità rossa, si intravedono uccelli e altri animali che si avvicinano alla figura centrale come per attaccarla. Questa illustrazione è un’opera realizzata da Galea nel 2008, originariamente di dimensioni molto più ampie e che è stata opportunamente ridotta e rielaborata per adattarla alle dimensioni della stampa sul vinile.  

Lo stile di questa composizione ricorda, sia per le colorazioni che le fittissime decorazioni, l’incubo di un trip psichedelico andato male, che non stona minimamente con il contenuto del disco né con l’estetica dei musicisti.

Jason Galea, copertina per Oddments dei Kin Gizzard And The Lizard Wizard (2011). Credit.

Jason Galea, copertina per la ristampa del 2018 di 12 Bar Bruise dei Kin Gizzard And The Lizard Wizard (2018). Credit.

Questo stile acido e cacofonico lo potremo ritrovare anche nelle copertine del già citato Willoughby’s Beach e della successiva raccolta Oddments. L’immagine del lucertolone verrà infine modificata e riproposta per la ristampa in vinile di 12 Bar Bruise nel 2018.

Ma questa non è che la punta dell’iceberg delle potenzialità artistiche del giovane Jason e dei King Gizzard and the Lizard Wizard.

In copertina: : Jason Galea con in mano una stampa in edizione limitata della copertina per 12 Bar Bruise. Credit.

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