IL CONNUBIO ARTE/MUSICA SUL PALCO DEL MI AMI FESTIVAL

Di Benedetta Minoliti

Tempo di lettura: 2 minuti

Se c’è un evento su tutti che segna l’inizio dell’estate degli appassionati di musica, quello è senza dubbio il Mi Ami Festival di Milano.

Nato nel 2005 da un’idea di Stefano Fiz Bottura e Carlo Pastore, il festival anima ogni estate il Circolo Magnolia con i live degli artisti italiani dei più disparati generi musicali. Perché Mi Ami non è solo musica “indie”: sul palco si può trovare di tutto, dal pop al rap, dal rock all’elettronica. 

Quest’anno il festival si sarebbe dovuto tenere proprio in questi giorni, dal 29 al 31 maggio. Purtroppo, a causa dell’emergenza legata al Covid-19, l’evento è stato rimandato a settembre. 

Sperando che il festival della musica bella e dei baci possa realmente svolgersi dopo l’estate, abbiamo pensato di ripercorrere i suoi sedici anni di attività parlandovi non della musica e degli artisti che si sono susseguiti sul palco, ma degli illustratori che hanno curato alcune delle locandine più belle dell’evento. 

Partendo dal 2019, il tema della 15esima edizione è stato la celebre citazione “amor vincit omnia”. Autore dell’illustrazione è stato Andrea De Luca, artista fiorentino con una grande passione per i libri illustrati, i film e le vecchie stampe che hanno sempre influenzato i suoi lavori. 

Andrea De Luca, Amor vincit omnia, 2019. Credit.

Per realizzare l’illustrazione gli è stato chiesto di trovare qualcosa di classico, che ben si sposasse con il suo stile. Il risultato è un’illustrazione che mixa perfettamente classico e contemporaneo: una rivisitazione, decisamente attuale, di San Giorgio e il drago

Facendo un salto indietro di 3 anni, giungendo così al 2016, ci troviamo di fronte ad uno stile completamente diverso. Questa volta l’illustrazione, giocata su rosa, bianco e azzurro, è curata da Johnny Cobalto. Per la dodicesima edizione del festival è stato lanciato l’hashtag #silovoglio, evocato nell’immagine a tema “matrimonio a Las Vegas” realizzata dall’illustratore milanese.

Una piccola curiosità: quell’anno ci si poteva effettivamente sposare al Mi Ami. Per questo era stata allestita una piccola cappella dove poter coronare il proprio sogno d’amore, in puro stile rock’n’roll.

Johnny Cobalto, Mi Ami, 2016. Credits.

Nel 2014 il festival ha festeggiato la sua decima edizione, un traguardo davvero importante. Per il manifesto del decennale, che aveva come tema #valetutto, è stato scelto il fumettista e musicista Alessandro Baronciani, autore della grafica della primissima edizione del Mi Ami, quella del 2005. 

Come allora, il protagonista indiscusso è un bacio, che per l’occasione, così importante, si è moltiplicato in tre manifesti differenti senza alcuna distinzione di genere. Perché “Se mi ami vale tutto”.

Alessandro Baronciani, Se mi ami vale tutto, 2014. Credit.

Se tutte queste illustrazioni non vi avessero già fatto abbastanza gola, dal 2006 è stato aggiunto all’interno del festival anche il MI FAI, spazio creato da Davide Toffolo, fumettista e frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, dedicato a fumettisti e disegnatori che illustrano il festival live. Dal 2016, inoltre, è stato aggiunto un palco dove arte visiva e musica si incontrano. Qui illustratori e disegnatori proiettano sul palco le loro opere, dialogando con la musica e creando delle performance davvero uniche.

Davide Toffolo, Graphic novel is dead, 2014. Credit.

Tra i partecipanti del MI FAI troviamo grandi nomi italiani, da Gipi al già citato Alessandro Baronciani, fino a Zero Calcare

Insomma, il MI AMI Festival non è solo bella musica, ma è anche arte bella e molto varia. E noi non vediamo l’ora di scoprire chi sarà l’illustratore di questa, speriamo meravigliosa seppur strana, edizione 2020. 

Immagine di Copertina: Alessandro Cripsta, manifesto per il Mi Ami Festival del 2018. Credit.

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