TELETRASPORTIAMOCI NELLA CASA AZUL, IL REGNO DI FRIDA KAHLO

Di Lucia Sandonato

Tempo di lettura: 2 minuti

Si procede verso una sempre maggiore apertura. Torniamo ad incontrarci, a vivere fisicamente gli spazi. Tuttavia, ci troviamo ancora nell’impossibilità (o quasi) di viaggiare, per cui un giro “virtuale” nell’affascinante abitazione di Frida, ci sembra una buona idea!

Frida Kahlo, Courtesy of the Canadian Museum of Textiles, credit

Il tour è breve e limitato ad alcuni ambienti, ma è comunque significativo perché ci permette di scoprire gli effetti personali di Frida e di interpretarli alla luce della sua complessa individualità e delle vicende storiche che hanno caratterizzato la difficile vita della talentuosa pittrice.

Casa azul, la Casa azzurra, è ubicata nel centro di Coyoacàn, quartiere di Città del Messico, in cui vivevano gli artisti e i rifugiati politici, come Diego Rivera, suo marito, che si occupò di ingrandire la casa in cui Frida nacque nel 1907, in cui visse con Diego e in cui morì a soli 47 anni, nel 1954, debilitata da un grave incidente che segnò tutto il suo percorso di vita. Frida fu sottoposta a diversi interventi e fu costretta ad indossare dei corsetti di supporto; la sua produzione artistica è costellata di autoritratti con i quali l’artista cercava di mettere a nudo ed esprimere i suoi dolori interiori.

I giardini della Casa Azul, credit

Nel cortile dell’abitazione, fruibile con la visita virtuale, piante esotiche, ricorrenti nei dipinti, per lo più ispirati al surrealismo e all’arte naif, e statuette di età precolombiana, oggetto di studio da parte di Frida e di suo marito, che costituiscono dei reperti storici. La stanza da letto presenta ancora alcuni oggetti da lei utilizzati fino al giorno della sua scomparsa. Sopra il letto, risalta agli occhi l’urna contenente le sue ceneri; c’è ancora lo specchio, fondamentale per il suo lavoro, attraverso cui dava vita agli autoritratti quando era costretta a letto.

Studio di pittura, Museo Frida Kahlo © Getty images

Alcuni dettagli, come l’immagine di uno scheletro, suggeriscono l’idea del rapporto con il mondo dell’Aldilà, molto sentito in generale nella cultura messicana. Gli ambienti, intrisi di storia, seppure con un velo di malinconia, sono suggestivi e colorati e rimandano anche alla vita sociale della coppia, che era solita frequentare altri conosciuti artisti della zona.

Studio di pittura, Museo Frida Kahlo © Getty images

Procedendo verso fuori ci fermiamo ad ammirare la facciata, di un azzurro acceso, un colore spesso scelto nelle abitazioni messicane, ma a noi piace pensare che, forse non a caso, l’azzurro sia il colore della creatività, quel motore che ha permesso a Frida, icona di forza e ribellione di muoversi anche quando non poteva.

In copertina: Frida Kahlo. Credit.

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