INTERVISTA A CHARLOTTELEBLEU

Di Paola Desiderato

Tempo di lettura: 4 minuti

Qualche tempo fa, durante una svogliata ricerca di “cose belle per i miei occhi”, mi sono imbattuta per caso nella pagina Instagram della giovane illustratrice Carlotta Sangaletti, in arte CharlotteLeBleu, e mi ci sono letteralmente persa dentro. L’intensità del disegno, le citazioni dal mondo dell’arte e le scene di vita quotidiana sembrano venir fuori dal nostro immaginario interiore: le sue illustrazioni colorate, intime, armoniose, inconfondibili, sono impossibili da dimenticare!

Illustrazione di CharlotteLeBleu.

Ciao Carlotta! Cominciamo parlando un po’ di te, per chi ancora non ti conosce e per chi, invece, ti ammira già come illustratrice e vuole saperne di più sulla tua personalità, sulla tua storia e sul tuo amore per l’arte.

Ciao! Innanzitutto super grazie per questa “chiacchierata” virtuale. Allora, sono un’artista (è un termine importante, forse è un po troppo definirmi così) ligure, nata e cresciuta tra i colori del mare. Sembrerà banale, ma ho sempre avuto fin da bambina la passione per l’arte e il disegno. Non sono mai andata all’asilo, non so perché non mi piacesse, ma piuttosto che andarci mi facevo venire la febbre a 40, allora stando a casa (con la zia) ho iniziato a disegnare. Ricordo che mia zia acquistava e mi regalava dei fascicoli di arte in edicola, che illustravano e descrivevano i grandi artisti dell’arte, ed io, ero capace di stare tutta la mattinata ed il pomeriggio ad osservare questi fascicoli e ridisegnare le opere.

“L’uomo perfetto è di marmo” di CharlotteLeBleu.

Sono sempre stata una grande osservatrice e pensatrice. La mia timidezza (ormai storia lontana) ha fatto sì che io diventassi una grande esperta di “osservazione”. Tra gruppi di amici non ho mai parlato molto, mi piaceva osservarli, guardare i piccoli dettagli delle cose, i loro gesti ed è incredibile come io riproponga tutto nelle mie illustrazioni. Sono una fanatica dei piccoli gesti e della quotidianità.

Come sei arrivata a definire questo tuo stile ormai inconfondibile, fatto di linee essenziali e figure prevalentemente femminili?

Il mio stile, lo dico sempre, é un agglomerato di me, delle mie esperienze e dei miei studi. L’ho ricercato tanto, soprattutto negli anni scolastici e accademici (ho frequentato l’Istituto d’arte di Chiavari e l’Accademia di Belle Arti a Carrara), anzi, ne ero quasi ossessionata.

Mi sentivo di non arrivare mai da nessuna parte, non mi piaceva nulla di quello che facevo e poi, un giorno…. ecco qui! Nato dal nulla, mentre scarabocchiavo. In questo stile c’è tutta la mia storia, certe volte è evidente, mentre altre volte sono le persone che me lo fanno notare. Ritraggo prevalentemente donne per vari motivi: uno, perché le ho sempre disegnate da bambina era rarissimo che facessi uomini o animali. Due, disegnare il corpo femminile è molto più divertente che disegnare quello maschile (ahimè, maschi non abbiatecela con me, ma le figure femminili sono più morbide e dolci ed è una goduria disegnarle, mentre le linee maschili sono più dure e spigolose).

“AmaTI” di CharlotteLeBleu.

Nei volti delle tue donne, così seducenti ed enigmatiche, mi è parso di riconoscere il ricordo dei ritratti femminili di Modigliani, dal collo e il viso molto allungato, e gli occhi indecifrabili. Ci sono degli artisti che ti hanno ispirato più di altri, a cui sei più affezionata?

Non me ne ero mai accorta prima che le persone me lo facessero notare, è stranissimo. Pensa che a me non piace Modigliani, però, come te, tantissime persone rivedono lui nelle mie opere, ed è evidentissimo. Non l’ho mai studiato per bene e nemmeno ho fatto tanta ricerca su di lui, però è stato uno dei primi artisti che ho “conosciuto” da bambina. Le prime mostre visitate sono state quelle dedicate a Picasso, Modigliani e Kandinskij e credo di aver preso tanto da loro inconsciamente. Comunque ci sono tantissimi artisti da cui prendo ispirazione e che ammiro: sul podio ci sono Picasso, Matisse e Monet, ma in realtà sono tantissimi!

Illustrazione di CharlotteLeBleu ispirata alle opere di G. Klimt.

Spiegaci meglio la scelta di ritrarre sempre gli occhi bianchi, indefiniti ma profondi come il mare aperto.

Nei tanti anni di studi, ho sempre e solo imparato a dipingere in modo realistico, e gli occhi, si sa, sono molto difficili da dipingere, hanno una profondità estrema e come tanti dicono, “sono lo specchio dell’anima”. Ricordo che i miei prof rompevano sempre le scatole su questa cosa degli occhi e io non la potevo sopportare, sono stata zitta, ci ho lavorato su per anni, ma appena ho potuto smettere di “imparare a dipingere realisticamente” ho tolto il colore agli occhi, nemmeno le pupille ho voluto, via tutto! Essenziale! E soprattutto ho sempre pensato “io gli occhi li farò vuoti cosicché le persone, quando osserveranno le mie opere, potranno vederci quello che vogliono in questi occhi, eliminando questa rottura de “lo specchio dell’anima” “.

Siamo molto curiosi di scoprire come è nato il tuo nome d’arte e che rapporto hai con esso. Ti sembra a volte che sia andato a sostituire, nell’animo, il tuo nome anagrafico?

Il nome è stata una scelta un po’ “social” e un po’ personale. Quando decidi che vuoi mostrare al mondo le tue opere, tanto vale che le persone ti riconoscano sia dallo stile che dal nome e il mio nome anagrafico non se lo sarebbe ricordato nessuno, troppo complicato e lungo.

CharlotteLeBleu nasce dalla mia ossessione per il blu e per la Francia. Ho sempre sognato di andare a dipingere nelle strade francesi con una baguette sottobraccio (sono una sognatrice eh). Mi sono anche ispirata al nome di Charlotte Le Bon, un’illustratrice e attrice francese che adoro. Non credo che sostituisca nell’anima il mio nome anagrafico; mi piace che le persone mi riconoscano e mi chiamino Charlotte o CharlotteLeBleu ma alla fine, nelle opere mi firmo sempre Carlotta Sangaletti.

Sono una persona con tante sfaccettature e personalità (una matta insomma!) niente sostituisce niente, posso essere tutto insieme in un’unica me.

“La dolce vita” di CharlotteLeBleu.

Oggi il mondo dell’arte è un terreno difficile da attraversare, in cui spesso si può perdere se stessi alla ricerca della notorietà e di seguaci-followers. Quando hai compreso che i tuoi disegni e la loro diffusione sui social sarebbero stati il trampolino di lancio per la tua carriera artistica?

Quello che dici é verissimo, ma io sono fortunata perché la notorietà non l’ho mai cercata, anzi era difficilissimo spiegare alle persone che non mi interessava diventare chissà chi ma semplicemente diventare pittrice, artista, illustratrice e vivere della mia arte (che non è poco eh…non volavo proprio bassa).

Ho avuto di certo fortuna: io ammiro e adoro tantissimo l’influencer Giulia Valentina, e ritrarla per me è sempre stato ed è ancora un piacere, perché incarna molto la “mia figura tipo” sia d’aspetto che caratterialmente (per quel poco che so, ovviamente non la conosco bene) è proprio una musa ispiratrice. Ho avuto fortuna perché a lei piace quello che faccio e non c’è cosa più gratificante al mondo (alla persona che adori di più piace quello che fai…wow!!) e spesso condivide le opere che le dedico, per questo ho iniziato ad avere un sacco di seguito, grazie a lei. Le devo molto, chissà, se a ottobre 2019 non avesse condiviso una mia illustrazione, ora non potrei fare il lavoro che faccio, magari avrei dovuto faticare ancora anni e anni prima di raggiungere questo grande traguardo.

Ho capito che i social sarebbero stati il mio trampolino di lancio proprio il giorno che Giulia ha condiviso tutte le illustrazioni che le ho fatto sul suo profilo. Le persone hanno incominciato ad apprezzare i miei lavori dopo tutta quella pubblicità e via mi sono totalmente lanciata!

Che rapporto hai con i tuoi follower? Quanti di essi sono, poi, reali acquirenti delle tue creazioni?

Il rapporto con i miei followers é bellissimo, sono molto contenta perché con tutto questo seguito avevo comunque delle paure, come non riuscire a rispondere a nessuno per esempio, a gestire la pagina, ad accontentarli o paura di annoiarli, invece riscontro molta positività in loro.

“Andrà tutto bene” di CharlotteLeBleu.

Cerco sempre di coinvolgerli nelle mie opere, mi piace che le persone si ritrovino in quello che disegno, è importante per me, difatti chiedo sempre consigli e loro ne chiedono a me. Sono anche molto fortunata perché mi sostengono molto moralmente ed economicamente, bisogna dirlo. Sono proprio contenta, non mi posso lamentare di nulla, inoltre, la condivisione é importantissima nei social, e loro condividono tantissimo le mie le opere.

Dai tuoi post e storie su Instagram, si nota come la tua quarantena sia stata piena di nuove idee, illustrazioni ed esperimenti, tra cui l’incontro tra fotografia, polaroid e disegno. Raccontaci del tuo eclettismo e se vuoi, svelaci qualche nuovo progetto in cantiere.

La quarantena per me é stata un concentrato di “cose”. Ho avuto tanto tempo per chiacchierare con i followers, abbandonare la timidezza provando le dirette (io un anno fa non avrei assolutamente fatto una cosa del genere); ho conosciuto molti nuovi illustratori e artigiani, sono nate amicizie e ho lavorato tanto. Ho concluso il progetto dei segni zodiacali, ed è stata una faticaccia! Non volevo creare delle illustrazioni classiche, volevo che rispecchiassero le persone nel quotidiano, per questo ci ho impiegato tanto.

“Ariete” di CharlotteLeBleu.

Ho iniziato anche la collaborazione con lomography Italia e ne sono entusiasta, mi hanno regalato una macchina fotografica istantanea per poter continuare il mio progetto “Thinkers in polaroid”. Uso le mie foto istantanee per creare sfondi per le mie ragazze pensanti, è un progetto lungo che non ho ancora concluso, ma presto avrete aggiornamenti.

“Rapunzel” dalla serie Principesse Disney nel quotidiano di CharlotteLeBleu.

Adesso sono alle prese con le illustrazioni delle “Principesse Disney nel quotidiano” e anche questo sarà un progetto lungo, ma l’ho già iniziato, più avanti creerò nuove t-shirt e shopper con Toro&Moro, ho un paio di idee e progetti da pensare per benino con “Valentina Glutenfree”, “Bottega Orto del Re”, “Melide factory” e “Aspettaevedrai”, spero di riuscire a fare tutto, sono super carica!

In copertina: CharlotteLeBleu con la sua opera devoluta all’asta per l’Ospedale di Sestri Levante durante l’emergenza Covid-19.

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