ARTISTI UNITI CONTRO IL RAZZISMO IN USA E NEL MONDO

Di Paola Desiderato

Tempo di lettura: 3 minuti

Che tu sia bianco, nero, marrone, giallo, rosso o verde, quando viene calpestato e offeso il senso di umanità, non puoi rimanere indifferente.

Ma se ciò accade, o sei un robot senza cuore, senza rispetto e senza educazione, oppure non sei al corrente di ciò che sta succedendo: questa è sempre la spiegazione più probabile ed anche il “danno” a cui é più facile rimediare.

George Floyd, Breonna Taylor, Tony McDade, Rekia Boyd, Laquan McDonald e tutte quelle vite “nere” ingiustamente stroncate, ci dimostrano che non è ancora banale, ripetitiva e obsoleta la lotta al razzismo. Educare alla tolleranza, all’integrazione, all’umanità è ancora necessario, come l’azione quotidiana di lavarsi la faccia appena alzati, per svegliarsi e poi lanciarsi nel mondo.

Nicolas Lampert, Rest in Power George Floyd, 2020. Credit.

In queste settimane gli artisti non si sono tirati indietro e, a loro modo, ci stanno mettendo al corrente della realtà che stiamo vivendo. Si, perché seppur il focolaio razzista sia americano, le scintille ed i piccoli fuochi latenti, alimentati dall’ignoranza, non si sono mai estinti in tutto il mondo.

This is precisely the time when artists go to work.

there is no time for despair, no place for self-pity, no need for silence, no room for fear.

we speak, we write, we do language. That is how civilizations heal.

Toni Morrison, Credit.

Pittori, fotografi, designer, illustratori di etnie e colori diversi, si sono uniti sotto lo stendardo #BlackLivesMatter.

Artwork by Veronica Isabel Girardo, #BrownArtistsforBlackPower portfolio.

Il Collettivo “For the People Artists” ha reso pubblico e accessibile a tutti un portfolio grafico a cura dell’artista Latinx Monica Trinidad, che contiene opere d’arte di oltre 18 artisti provenienti da Chicago fino alla Baia americana. I Brown Artists For Black Power (#BrownArtistsforBlackPower) hanno dato vita e corpo a questa idea, nata in risposta agli attacchi perpetrati di recente da alcuni gruppi di non-black latinxs contro la popolazione nera di Chicago, durante le rivolte contro la violenza della polizia e dello Stato americano.

Artwork by Sam Kirk. #BrownArtistsforBlackPower portfolio.

L’obiettivo per cui da sempre questo collettivo come altre associazioni culturali, lotta in USA è proprio il riconoscimento, l’ascolto reciproco e il rispetto delle identità delle diverse etnie che danno vita a questo grande paese, così come del principio di umanità, comune a tutte. Quale modo migliore per farlo, se non con la potenza dell’arte?

Qui trovate il portfolio scaricabile gratuitamente: siete liberi di stampare, condividere e utilizzare questa grafica sui vostri social media. Ma mi raccomando: usate l’hashtag #Brownartistsforblackpower, taggate gli artisti e provate a spiegare il senso di quell’immagine a tutti gli utenti del mondo.

Anche Bansky non è rimasto indifferente alle proteste antirazziste e alle drammatiche, oltre che sconcertanti, vicende americane. Per prima cosa ha oscurato la sua immagine di profilo Instagram con un riquadro nero, poi pochi giorni fa ha reso pubblica la sua ultima opera.

Sul pavimento una cornice con dentro una fotografia di una sagoma nera – visibilmente contrariata o arrabbiata – circondata da piccole candele commemorative spente, qualche fiore bianco e una sola alta candela accesa che brucia la bandiera americana appesa al muro. Il fuoco parte da un lembo ma, pian piano, incendierà e ridurrà tutto in polvere.

Questa volta non basta un titolo per descrivere l’opera: la firma di Banksy diventa un messaggio, una riflessione a mo’ di avvertimento per tutti noi:

L’artista Titus Kaphar, invece, ha toccato le corde dei nostri cuori con la sua opera “Analogous Colors” pubblicata online dal Time. Una madre afro-americana tiene in braccio suo figlio: una sagoma ritagliata nella tela rappresenta la perdita, davanti alla quale una madre resta impotente. Il riferimento è a George Floyd che pare abbia invocato il nome della sua defunta madre durante gli 8 minuti e 46 secondi in cui è rimasto bloccato a terra da un agente di polizia di Minneapolis.

Titus Kaphar, “Analogous Colors”, 2020. Time. Credit,

Il Time ha pensato di farne il manifesto del dolore e dell’unione collettiva nella lotta al razzismo, includendo nel margine rosso della sua copertina i nomi di 35 uomini e donne nere, solo una parte delle persone la cui morte, in molti casi avvenuta per mano della polizia, è stata il risultato della violenza razzista.

“This black mother understands the fire. Black mothers understand despair. I can change nothing in this world, but in paint, I can realize her. That brings me solace…not hope, but solace. She walks me through the flames of rage. […] I want to be certain that her story is told. And so this time, America needs to hear her voice.”

Titus Kaphar

In copertina: Titus Kaphar, “Analogous Colors”, 2020. Time. Credit.

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