5 LIBRI SULL’ARTE DA LEGGERE IN QUARANTENA

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Se le infinite maratone di serie tv su Netflix non aiutano più a sopportare la noia, questo soggiorno forzato in casa può essere un’ottima occasione per leggere un buon libro. Ecco i titoli consigliati dallo staff di Close-up Art: i migliori romanzi e saggi a tema artistico.

Ken Follett, Lo scandalo Modigliani – Consigliato da Paola Desiderato

Anche chi non è solitamente avvezzo al genere letterario thriller, sarà pian piano rapito dalla caccia al tesoro: in questo caso, il tesoro è una dimenticata e rara tela di Modigliani, che può cambiare la vita di tutti coloro che partecipano alla frenetica caccia. Il mondo dell’arte e delle gallerie viene qui sviscerato nei suoi intrighi d’affari e poi deriso, ma mai completamente distrutto, protetto da quel fascino quasi eterno che l’arte stessa gli dà. Si riescono a vivere tutti gli stati d’animo dei personaggi, in guerra tra loro, ma con vite parallele che si incontreranno inaspettatamente solo per ricomporre il puzzle artistico di questa storia.

Michel Pastoureau, Giallo. Storia di un colore – Consigliato da Chiara Sandonato

Saggista, antropologo e “storico del colore”, Pastoureau intraprende con i suoi libri dedicati ai colori un viaggio storico, artistico e simbolico che svela i segreti delle categorie cromatiche, considerate dallo studioso come creazioni sociali. Giallo è l’ultimo capitolo della saga – dopo Blu, Nero, Verde e Rosso – il meno prestigioso dei colori primari, secondo l’autore è  «il colore meno amato sulla tavolozza. Dal Medioevo era sinonimo di tradimento. Forse perché è difficile renderlo vivido nella pittura come nella natura». È sorprendente come, attraverso qualcosa di scontato ma che ci circonda perennemente – il colore –, Pastoureau riesca a parlarci in modo fresco, interessante e curioso della storia della nostra civiltà.

Georges Didi-Huberman, Beato Angelico. Figure del dissimile – Consigliato da Silvia Diliberto

Didi-Huberman in questo volume mette in discussione il figurativo e l’astratto, e indaga la materia come un campo in cui si manifestano sintomi – vale a dire, come la manifestazione di qualcos’altro. E’ famoso l’esempio delle lastre marmoree al convento di San Marco di Firenze realizzate dal Beato Angelico, nelle cui macchie l’autore ravvisa quasi un predecessore di Pollock. Il saggio si inserisce nella ricerca costante del filosofo e critico sul concetto di storia dell’arte come disciplina anacronistica: l’immagine non smette mai di riconfigurarsi, il “non figurativo” di Beato Angelico oggi sarebbe etichettata come “arte astratta”. Un saggio impegnativo, ma che aiuta ad osservare le opere andando oltre la tradizionale concezione di storia dell’arte.

Michel Houellebecq, La carta e il territorio – Consigliato da Alba Panzarella

La mia prima lezione di Storia dell’arte contemporanea all’Università si è aperta con la presentazione di un libro: La carta e il territorio di Michel Houellebecq. Il professore ha utilizzato questo romanzo per fare un parallelo tra il protagonista del romanzo, Jed Martin, e gli artisti d’avanguardia dei primi del Novecento: l’artista infatti è perennemente in tensione, nella sua ricerca artistica, tra la negazione e il recupero della manualità. Da impressionabile diciottenne, ho comprato subito il romanzo e ne ho amato ogni pagina, e Houellebecq è diventato uno dei miei scrittori preferiti. Ne La carta e il territorio l’arte fa sia da palcoscenico che da protagonista. E’ anche il romanzo ideale per approcciarsi all’autore, in quanto decisamente meno controverso rispetto alle altre sue opere.

Francesca Diotallevi, Vivian Maier. Dai tuoi occhi solamente – Consigliato da Paola Desiderato

Si tratta di un romanzo ispirato alla vita di Vivian Maier, tata americana che viveva con la Rolleiflex al collo. La Diotallevi ti fa entrare negli occhi e nella mente della donna al momento dello scatto metropolitano, sfrontato e senza remore, delle sue fotografie bianco e nero. Il prendersi cura degli altri della Maier come tata non era solo mestiere, ma anche vocazione per l’osservazione delle vite degli altri e immaginazione legata ad ogni frammento del rullino. Il suo esser schiva nella vita quotidiana nascondeva tanta sensibilità e amore per gli altri, quanto paura di essere ferita: il nascondersi dietro la Rolleiflex da un lato la proteggeva, dall’altro ci ha restituito quella sensibilità sotto forma di scatti “rubati”.

In copertina: Credit.

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