ARRIVA UNA LEONESSA A BOLOGNA: LA NUOVA MOSTRA “SEKHMET, LA POTENTE.”

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Bologna si unisce a Torino nella nuova mostra a cura di Daniela Picchi.
Dal 7 luglio 2021 fino al 31 dicembre 2023 si inaugura nel Museo Civico Archeologico di Bologna un nuovo progetto espositivo: Sekhmet, la Potente. Una leonessa in città.


Il tutto è stato reso possibile grazie a una collaborazione con il Museo Egizio di Torino che ha prestato uno dei suoi lavori più celebri: una statua colossale di Sekhmet, la temibile divinità egizia con testa di leonessa e corpo di donna.
Sekhmet ossia “la Potente”, venne raffigurata più volte per volere di Amenhotep III, uno dei faraoni più noti della XVIII secolo, allo scopo di abbellire il recinto del suo “Tempio dei Milioni di Anni” a Tebe Ovest.
Diversi teorici affermarono che l’imponente gruppo scultoreo fosse composto da due gruppi di 365 statue, posizionate in maniera differente, una stante e l’altra assisa, per ogni giorno dell’anno, in modo da creare una pacificazione di Sekmet tramite un rituale quotidiano. Si trattava, infatti di riti finalizzati a placare l’ira distruttrice che caratterizzava la divinità. Quest’ultima era una delle divinità più potenti e oltre a poter mandare delle pestilenze e malattie sulla terra era amata ugualmente poiché poteva prevenirle e guarirle.

LE DIVERSE COLLABORAZIONI
Il Museo Civico Archeologico di Bologna e il Museo Egizio di Torino hanno dato vita ad una collaborazione finalizzata alla creazione di un museo diffuso a livello locale, nel quadro di un intenso dialogo e confronto, volti a promuovere lo studio e la ricerca scientifica sui rispettivi patrimoni collezionisti.

É importante però specificare, che la collezione egizia di Bologna possiede già un busto di statua che rappresenta la dea a testa di leonessa e corpo di donna Sekhmet appartenente alla raccolta di antichità del pittore Pelagio Palagi e arrivò in città nel 1861.
I documenti di archivio sino ad ora rintracciati non permettono di stabilire da chi e quando Palagi l’abbia acquistato, mentre possiamo affermare con certezza che la scultura fu fatta eseguire dal faraone Amenhotep III per il “Tempio dei Milioni di Anni” a Tebe Ovest in occasione del suo giubileo.

L’ALLESTIMENTO
Pertanto, l’aggiunta di tale statua nell’atrio monumentale di Palazzo Galvani andrà a dare luce ad un importante repertorio di materiali lapidei, sia di proprietà civica, tra i quali un raro busto in marmo di Nerone, sia di proprietà statale, che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara ha depositato presso il museo. L’enorme statua raggiunge un’altezza di 2,13 metri e sarà in grado di accogliere il pubblico e introdurlo alla visita della collezione egizia, continuando a svolgere quella funzione protettrice per la quale risultava celebre in passato.


Ulteriori statue della dea Sekhmet sono conservate nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Il Museo Egizio di Torino ne possiede ventuno. Fu il naturalista Vitaliano Donati, inviato in Oriente e in Egitto dal re Carlo Emanuele III per esplorare questi territori e riportarne in patria antichità e campioni mineralogici, botanici e zoologici, a scoprire nel 1759 la prima statua di Sekhmet. Le restanti venti statue arrivarono a Torino nel 1824 con la collezione del Console di Francia Bernardino Drovetti, acquistata successivamente dal re Carlo Felice di Savoia al prezzo di 400.000 lire piemontesi.

LA COLLABORAZIONE TRA BOLOGNA E TORINO
La collaborazione tra il centro emiliano e quello torinese è molto forte. Infatti, Daniela Picchi, curatrice della Sezione Egizia di Bologna, è membro del comitato scientifico della Rivista del Museo Egizio (RiME) annuale che promuove ricerche su tutti gli aspetti della collezione del Museo Egizio di Torino e sui siti archeologici da esso indagati oggi e in passato. Difatti, recentemente il Museo Egizio di Torino e il Museo Civico Archeologico di Bologna hanno aderito al gruppo di lavoro “Blu Egizio Network (BLUENET)”, che rientra nelle attività del Centro linceo di ricerca sui beni culturali “Agostino Chigi” presso Villa Farnesina. Il gruppo di lavoro si pone l’obiettivo di contribuire al progredire degli studi nel campo del blu egizio, il più antico pigmento sintetico della storia, esaminandone l’utilizzo dall’antico Egitto al Rinascimento.

SEKHMET, la potente. Una leonessa in città.

Dal 7 luglio 2021 al 31 dicembre 2023

Museo Civico Archeologico di Bologna – info utili

In copertina credits

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