ARTEPOLLINO: ARTE E NATURA IN BASILICATA

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Il piacere del viaggio, della libertà di esplorazione e di gratificazione dell’esperienza, è ancor più soddisfacente e completa se unita all’esperienza dell’arte.

La Basilicata, tornata sotto i riflettori con Matera Capitale della Cultura 2019, ospita il Parco Nazionale più grande d’Italia: il Parco Nazionale del Pollino. Dal 2008 opera nel Parco l’associazione culturale ArtePollino. Il Gruppo ha sede a Latronico (PZ) ed ha l’obiettivo di avviare e promuovere iniziative che cercano di coniugare l’arte, la natura e la cultura.

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Premio ArtePollino – Foto di @ArtePollino – Courtesy ArtePollino

Arte contemporanea nella natura

L’Associazione nasce come soggetto per veicolare il progetto ArtePollino Un Altro Sud. Si tratta di un’iniziativa di Sensi Contemporanei – Programma per la promozione e dell’arte contemporanea nelle regioni del Sud Italia, in collaborazione con la Presidenza della Giunta Regionale di Basilicata, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Fondazione Biennale di Venezia.

Grazie alle iniziative e al contributo dell’Associazione, il Parco ospita diverse opere di arte contemporanea, realizzate site-specific dagli artisti, con l’intento di valorizzare il luogo e il paesaggio. Tra gli autori spiccano nomi di fama internazionale: Carsten Holler, Anish Kapoor, Nils Udo e Giuseppe Penone. Ogni opera, in stretta relazione con l’ambiente circostante, permette agli spettatori di vivere un’esperienza partecipata e interattiva: rimette in relazione l’individuo con il contesto naturale, con il paesaggio. Agli artisti, è stato chiesto di interpretare lo spirito del luogo, di attrarre l’attenzione su questo territorio.

arte per RIQUALIFICARE IL TERRITORIO

L’Associazione ArtePollino ha svolto un importate ruolo nel processo di riqualificazione del luogo e reintegrazione con il tessuto sociale del territorio, divenendo così un punto di riferimento per le comunità del Parco.

In seguito alla realizzazione del progetto ArtePollino Un altro Sud (2009), l’associazione organizza tutt’oggi seminari e conferenze; performance e azioni artistiche, di arte partecipata; infine iniziative educative con lo scopo di avvicinare i bambini all’arte contemporanea e alla natura.

L’opera d’arte permane e dialoga con l’ambiente naturale, fornendo agli spettatori una rilettura nuova e coinvolgente.

artepollino: Le opere

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Anish Kapoor, Earth Cinema – Foto di @ArtePollino – Courtesy ArtePollino

Anish Kapoor con Earth Cinema scava un taglio nel terreno della lunghezza di 45m, in cui gli spettatori si introducono, entrando letteralmente nel paesaggio. Nel taglio, una feritoia di 7 metri permette di sentirsi parte integrante del luogo. L’opera di Kapoor è da vivere e sentire. L’artista ci invita a ritrovare una continuità con la Madre Terra attraverso un’immagine riflessa: ombre della vegetazione proiettare su uno “schermo” naturale.

Carsten Höller realizza RB Ride, in cui emerge una natura ludica e scientifica: una giostra composta di 12 navicelle, che si muovono da un’altezza di 3,50 m fino a 10,50 m.

Il giro completo si conclude in 15 minuti: l’artista destruttura la natura primordiale della giostra, di per sé veloce, destabilizzando inevitabilmente l’aspettativa dello spettatore. La rotazione è rallentata, ciò produce una sensazione di inquietudine e instabilità, divenendo però un’esperienza che permette allo spettatore di godere e contemplare la natura circostante, ancora una volta da un punto di vista prettamente nuovo.

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Carsten Höller, RB Ride, – Foto di @ArtePollino – Courtesy ArtePollino

Giuseppe Penone, realizza per ArtePollino il Teatro Vegetale, un “work in progress”, concepito dall’artista “con la funzione di esaltare ed esaltarsi nel luogo in cui sorge, la Fiumara del Sarmento, e servire alle rappresentazioni teatrali. Un luogo ampio che permette di accogliere un gran numero di persone, ma con incastonata al suo interno, un’area più raccolta e meditativa”.

Il cerchio, dal diametro di 125 metri, è composto da elementi naturali: alberi, cespugli e pietre. Nell’opera, paesaggio naturale e produzione umana si integrano in un unico progetto, stabilizzandosi in un’armonia preziosa.

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Giuseppe Penone, Teatro Vegetale, – Foto di @ArtePollino – Courtesy ArtePollino

Opere più partecipative e costruite con un rapporto più stretto con la comunità e le soggettività, sono quelle degli altri artisti. Claudia Losi con Qui e non altrove. Qui, svolta nei comuni di Latronico, San Severino Lucano, Senise, Francavilla sul Sinni, San Paolo Albanese, Episcopia, coinvolge la gente dei paesi, gli alunni e un gruppo di ricamatrici.

Alle personalità coinvolte è stato chiesto di raccontare un personale ricordo connesso con il luogo e di fornire immagini, foto o altro. L’artista ha realizzato alcuni disegni a partire dal materiale raccolto e li ha trasferiti sui tessuti dalle signore di Latronico. Queste ultime li hanno ricamati aggiungendo degli inserti a piacimento poi riportati su dei cuscini. L’esposizione dell’opera è avvenuta prima a Latronico, poi in un presentazione conclusiva a Senise, dove si è chiesto alle persone di montare i pezzi in un’unica forma.

Anni Rapinoja si concentra su un’attività tipica delle comunità arbëreshe, ovvero la filatura della ginestra, al fine di valorizzare una delle tradizioni popolari più antiche del Parco del Pollino, grazie a una rilettura contemporanea nel workshop Skycleanere.

Infine, Nils-Udo, che generalmente congiunge forme e colori di elementi naturali al fine di comporre un’unica immagine e figura nuova, in questo caso utilizza la creatività attraverso la riflessione solitaria, un viaggio personale nella natura. L’opera è una visione intima dello spazio naturale del Parco, attraverso lo sguardo dell’artista con cui osserva il mondo naturale.

Nils Udo – Foto di @ArtePollino – Courtesy ArtePollino

In copertina: Dettaglio dell’opera di Carsten Höller, RB Ride, – Foto di @ArtePollino – Courtesy ArtePollino.

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