Cala Sabina, isola dell'Asinara

CLOSEUP TRAVEL: L’ASINARA

Tempo di lettura: 3 minuti 

Situata fra il Mar di Sardegna, il Mare di Corsica, l’isola dell’Asinara è un unicum in Italia.

Alcuni luoghi parlano con voce distinta. Certi giardini stillanti reclamano a tutti i costi un delitto; certe vecchie case esigono di essere popolate da fantasmi; certe coste sono messe da parte per i naufraghi. Sembrano ancora in attesa della leggenda giusta. 

Robert Louis Stevenson – Weir di Hermiston

Potremmo partire da un dato di fatto: quando si visita un’isola così unica difficilmente la si dimentica, tanto che è stato coniato anche il termine Mal d’Asinara.

Un misto di malinconia e tristezza che si prova ogni volta che si abbandona questo luogo. Una mancanza che si avverte non appena l’imbarcazione inizia ad allontanarsi da quel lembo di terra. Il fascino suggestivo tipico delle mete isolate o difficilmente raggiungibili, capaci di risvegliare la fantasia dei visitatori che fino a quel momento hanno solo immaginato simili luoghi.

Vi basti sapere che ci sono tornata ben due volte.

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Fornelli, Asinara

Quale momento, se non quello che stiamo vivendo, è ideale per fare una gita in una delle isole più suggestive della Sardegna? Fare un tuffo nel blu delle sue spiagge incontaminate, immerse nel verde della macchia mediterranea, incontrare i caratteristici asinelli bianchi e osservare ciò che rimane di una storia travagliata e ancora oggi poco conosciuta.

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Carcere di Fornelli, Asinara

Fornelli, Asinara
Fornelli, Asinara

asinara, una storia antica

L’alone di fascino e di mistero ha da sempre accompagnato l’isola dell’Asinara lungo il passare dei secoli: secondo la leggenda, nel 2280 a.C. Ercole accettò dai Sardi di diventare il loro Re e di dare nome alle località a lui dedicate. L’isola è sempre stata frequentata per la sua posizione strategica nel Mar Mediterraneo: la conoscevano i fenici, nelle loro navigazioni commerciali, i greci, che la usavano come approdo lungo le rotte per la Provenza, e i romani.

Nel 1500 l’Asinara venne abbandonata, fatta eccezione per un ristretto gruppo di monaci a cui erano stati concessi dei terreni e, nella prima metà del secolo, fu utilizzata come approdo dal corsaro Barbarossa.

…e recente

Anni dopo, l’isola venne colonizzata dai pastori sardi e dai pescatori liguri, vi rimasero fino alla fine del 1800, quando l’isola fu chiusa in se stessa, tagliata fuori dal mondo. Durante la prima e la seconda guerra mondiale, l’Asinara fu utilizzata come campo di prigionia e al termine dei conflitti il controllo tornò all’amministrazione carceraria. A partire dagli anni Settanta, la colonia penale agricola mutò in carcere di massima sicurezza, ospitando alcuni dei più pericolosi esponenti mafiosi del panorama italiano. Quest’epoca drammatica e controversa terminò solo nel dicembre del 1997, quando venne chiuso definitivamente il carcere e l’isola fu restituita ai cittadini attraverso l’istituzione dell’attuale Parco Nazionale dell’Asinara.

Ossario austro-ungarico, Asinara
Ossario Austro-Ungarico

cappella austriaca, asinara
Cappella Austriaca

Una terra contesa dall’uomo nel corso dei secoli, ma mai realmente conquistata, tanto che, ancora oggi, i padroni dell’Isola continuano ad essere il vento e il mare: regalano al visitatore suggestioni impossibili da provare altrove. La natura ha potuto riprendere il sopravvento.

esplorare l’asinara

Visitare l’isola significa compiere “un viaggio nel viaggio”, con il quale è possibile apprezzare diversi aspetti e conoscerne di nuovi. Per organizzare un’escursione è possibile partire da Porto Torres o da Stintino con barche passeggeri e noleggiare sull’Asinara biciclette o auto elettriche, che consentono di godere liberamente dell’area protetta in totale autonomia. L’alternativa è quella di navigare con barca a vela privata, dove si può accedere all’Area Marina Protetta (con navigazione esclusivamente a vela) ed ormeggiare presso uno dei tanti campi boa.

Nel dubbio, io le ho provate entrambe, munita di crema solare e maschera per lo snorkeling!

Cala Reale, asinara
Cala Reale

in macchina

La mia prima escursione, che definirei “solitaria”, l’ho fatta attraversando l’isola con il caddy elettrico. Le strade silenziose dell’isola sono puntellate da edifici abbandonati e monumenti ai caduti, chiese e vecchie rimesse.

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Strada cementata che collega Fornelli a Cala d’Oliva

carcere di Santa Maria asinara
Carcere di Santa Maria

Questa è un’esperienza che richiede tempo: ci permette di vedere da vicino i colori della terra brulla, le sfumature di verde della vegetazione, ci fa assaporare l’isola con gli occhi di chi, prima di noi, ha camminato in quel luogo. Con questa modalità avrete modo di sostare nelle più belle calette dell’isola. Tra queste si segnala Murichessa, dove è possibile fare un bagno rinfrescante con lo sfondo di Torre di Cala d’Oliva, una delle Torri Aragonesi dell’isola, oppure Cala Sabina, una delle spiagge più a nord, dalla sabbia candida e finissima.

cala murichessa asinara
Cala Murichessa e Torre Aragonese di Cala d’Oliva

cala murichessa asinara
Cala Murichessa

cala sabina asinara
Cala Sabina

In barca a vela

La seconda escursione invece l’ho fatta in vela, con Blumare Service: un’esperienza all’insegna del rispetto per l’ambiente e della sostenibilità, in cui potrete scoprire le storie dell’isola grazie al Team che vi accompagnerà nel vostro viaggio. Navigando in mezzo alle acque turchesi che lambiscono l’isola è possibile avere la giusta prospettiva per assaporarla al meglio.

cala d'oliva asinara
Porto di Cala d’Oliva – vela Blumare Service

cala d'oliva asinara
Porto Cala d’Oliva

L’itinerario prende avvio da Stintino. Dopo circa quaranta minuti di navigazione, si approda a Cala Reale, la sede del Parco Nazionale dell’isola e, se siete fortunati, potete vedere i delfini nuotare sotto la pancia dell’imbarcazione. Qui si possono visitare il porticciolo, alcuni edifici del vecchio lazzaretto, l’ossario austroungarico e il CRAMA – centro per il recupero delle tartarughe marine. Altra meta è Cala Barche napoletane, perfetta per un bagno rinfrescante e per un pranzo in barca dove vi verranno offerti prodotti tipici. 

Cala Barche Napoletane, Asinara
Cala Barche Napoletane, Asinara

Il viaggio in vela prosegue alla volta di Cala d’Oliva, ornata da due splendide spiagge, dietro alle quali sorgono i vecchi edifici della Colonia penale. L’ex diramazione penitenziaria detta Centrale, che in passato ospitava i detenuti comuni, oggi è sede di un museo, l’Osservatorio della Memoria Carceraria: all’interno della struttura, bianca e turchese, è stato realizzato un allestimento che ha lo scopo di raccontare una parte della storia dell’isola ma soprattutto di restituire dignità alla vita degli ex reclusi.

Diramazione Centrale - Colonia Penale di Cala d'Oliva, Asinara

Diramazione Centrale – Colonia Penale di Cala d’Oliva, Asinara

Diramazione Centrale - Colonia Penale di Cala d'Oliva Asinara
Diramazione Centrale – Colonia Penale di Cala d’Oliva, Asinara

Foto dell’autrice

In copertina: veduta dell’isola, credit

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