Caio Mario Garrubba, Praga, 1957. Copyright Archivio Luce-Fondo Garrubba

Caio Mario Garrubba A PALAZZO MERULANA

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Dal 9 Ottobre 2021 al 28 Novembre 2021 gli scatti di un infaticabile reporter camminatore sono giunti a Roma. Caio Mario Garrubba aveva la capacità, in un mondo, di scoprirne altri dieci contemporaneamente.

La strada è il luogo del freelance, di Caio Mario.

CAIO MARIO GARRUBBA A PALAZZO MERULANA

CAIO MARIO GARRUBBA

Nasce a Napoli e macina chilometri per tutta la vita, scorre nelle storie e plasma il suo sguardo attraverso continenti con la sua particolare estetica e visione di quello che, secondo lui, era il giusto modo di vivere.

LA MOSTRA A PALAZZO MERULANA

Gli ha reso omaggio Roma che ha ospitato la mostra, intitolata Freelance sulla strada, formata da più di cento scatti, presso Palazzo Merulana.

CAIO MARIO GARRUBBA A PALAZZO MERULANA

Ho visitato la personale l’ultimo giorno disponibile, pioveva e non avevo l’ombrello, ma volevo, ardentemente volevo, incontrare l’occhio di Garrubba e le sue esistenze lontane. Volevo viaggiare tra l’Unione Sovietica, Cina, Europa dell’Est e approdare dopo in Brasile, Francia e tornare nel sud Italia.

Perfino Bresson avrebbe voluto averlo nella sua agenzia Magnum, ma Caio Mario rifiutò per inseguire la vita con quella vera libertà che lo rese un maestro del fotogiornalismo del Novecento.

La sua perfetta armonia era tutta nella composizione, nella semplicità e nella profondità di campo. Ritraeva il tempo attraverso la società, fotografava principalmente tra gli anni 50’ e 80’, attraversando le persone.

Quello che osserviamo nei suoi scatti non è qualcosa di già visto.

Quello che lui ci offre è una fotografia che passa da un alto concetto estetico e arriva a raccontare tutte le contraddizioni di una realtà fatta di politica, poetica, ingiustizia, bellezza.

CAIO MARIO GARRUBBA A PALAZZO MERULANA

Roma suggerisce e ricorda, con questa mostra curata da Guidi e Mirabella, chi è Caio Mario Garrubba e sceglie di farlo in modo deciso invitando il visitatore a cercare e creare una qualche fusione energetica.

La mia connessione con lui, in tutto il percorso espositivo, l’ho trovata.

In questo bianco e nero, il freelance è libero da ogni etichetta e abita in ogni dove come se fosse sempre casa. Ha reso la vita di tutti i giorni un prezioso documento, ha evidenziato e poi creato situazioni apparentemente normali manifesti di un tempo non del tutto lontano dal nostro oggi. Il suo sguardo curioso ed estetico schiaccia le differenze perché l’elemento umano è in lui saldo.

Garrubba ritrae pieghe di un intero tessuto sociale con mistero, dolcezza e intensità accattivante senza mai dare cibo al pregiudizio. In questi scatti c’è l’anima della gente, c’è il dentro di ognuno di noi. 

CAIO MARIO GARRUBBA A PALAZZO MERULANA

In copertina: Caio Mario Garrubba, Praga, 1957. Copyright Archivio Luce-Fondo Garrubba

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