“I DORMIENTI” TESTIMONI DEL NOSTRO TEMPO

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Nella penombra di un ambiente sospeso abitano trentadue esemplari di Dormienti di Mimmo Paladino. Lontano dal traffico della città, dalle luci urbane, gli spazi immacolati della Cardi Gallery servono da scenografia per una serie di sculture in terracotta raffiguranti uomini a riposo, in uno stato di sonno profondo: Dormienti, per l’appunto.

Non è la prima volta che l’artista si dedica a questa tipologia di figurazione: i primi esemplari di una serie che ha avuto negli anni molta fortuna risalgono al 1998, quando Paladino prende parte alla mostra Arte all’Arte a Poggibonsi, in Toscana. L’anno dopo lo stesso ciclo di opere viene poi presentato alla Roundhouse di Londra. È questa la mostra a cui partecipa per la prima volta anche l’artista compositore Brian Eno, che torna oggi a collaborare con Paladino proprio per l’esposizione alla Cardi Gallery realizzando un brano, una melodia circolare quasi ripetitiva, che accompagna il sonno delle figure e rimarca la sensazione di sospensione in cui esse paiono avvolte.

Mimmo Paladino. I Dormienti. Veduta parziale della mostra, Cardi Gallery, Milano, 2021. Ph. Paul Thueroff.

I Dormienti

Paladino non perde tempo a definire i dettagli anatomici, gli uomini che plasma sono icone, emblemi di figure umane, così poco caratterizzate da poter sembrare archetipi. Ponendo maggiore attenzione, si può notare come abbia addirittura usato la stessa matrice per la realizzazione di queste sculture, scomponendo e ricomponendone le parti poi in modo vario e con attributi differenti.

Mimmo Paladino. I Dormienti. Veduta parziale della mostra, Cardi Gallery, Milano, 2021. Ph. Paul Thueroff.

L’associazione con i calchi in gesso delle vittime che l’eruzione del Vesuvio ha lasciato dietro di sé a Pompei è quasi immediata. Eppure non è questa la fonte da cui sembra essere nata l’ispirazione, benché tali immagini facciano senz’altro parte del bagaglio figurativo dell’artista originario di Paduli, nei pressi di Benevento. No, qui effettivamente non si respira aria di morte, ma principalmente di stasi. Le figure – maschi o femmine, giovani o anziani – uomini, nella loro definizione più universale, sono lontani dal tempo e dallo spazio reali, non ne subiscono l’influenza. Non invecchiano, non crescono, non soffrono; dormono e, nel loro sonno, sospendono il giudizio su un reale a cui sembrano non appartenere.

Difficile non pensare che questa installazione non si spieghi alla luce della situazione odierna, caratterizzata da una pandemia globale. La mostra, infatti, giunge dopo un anno di rinuncia alla vita. Un anno in cui, singolarmente, non ci siamo trovati in una situazione molto diversa da quella di dormienti di fronte ad un tempo di difficile decifrazione.

Mimmo Paladino. I Dormienti, dettaglio. Ph. Paul Thueroff.

Tuttavia, i corpi adagiati sul pavimento, illuminati da macchie di luce che rischiarano la penombra, uguali nella loro diversità, non ambiscono a servire da monito o da denuncia. Ci rispecchiano e, in qualche modo, ci somigliano. Anche loro aspettano il momento della decisione, della comprensione, in un tempo ciclico che si ripete uguale a se stesso e che non accenna a mutare. E paragone risulta effettivamente ancora più interessante se si riflette sull’opposizione di questa serie con un’altra realizzata dall’artista, quella dei Testimoni che consiste in figure presenti a se stesse, ritte con gli occhi spalancati sul reale. Anche se poi di occhi non si può davvero parlare per le figure di Paladino, le cui sculture sono lasciate “cieche”, come maschere vuote che aspettano che la singolarità umana dell’osservatore le riattivi.

Sunday Morning ‘Comin’ Down

Mimmo Paladino, Sunday Mornin ‘Comin’ Down, 2020. Ph. Paul Thueroff.

La tradizione latina però ci insegna che l’otium non è mai sganciato dalla sua controparte, l’operosità del negotium. L’altro risvolto di questo tempo diverso, così come dell’esposizione, è qui rappresentato nella sala al piano superiore della galleria. Lo stacco dal primo ambiente è poderoso: siamo adesso in una stanza luminosa, con le finestre spalancate su una corte di palazzi milanesi. È qui che l’artista espone l’altra installazione prevista dal percorso espositivo, quella che mostra un ulteriore aspetto profondamente umano: la reazione attiva, che per Paladino significa creazione artistica, è qui rappresentata dall’installazione Sunday Mornin ‘Comin’ Down, composta da 100 disegni realizzati nel corso del 2020. Rapidi segni, impressioni immediate, che coniugano la simbologia dell’artista e frammenti dal reale, sono qui condensati in opere piccole e leggere, come fogli di un taccuino personale.

Mimmo Paladino, Sunday Mornin ‘Comin’ Down, 2020, dettaglio. Ph. Paul Thueroff.

“Non c’è niente di più triste del marciapiede vuoto di una città la domenica mattina”, dice Johnny Cash nella canzone che Paladino riprende nel titolo dell’opera. Ed effettivamente sono tracce di solitudine quelle che l’artista riporta; memorie di città deserte e socialità negate di cui siamo tutti testimoni dormienti.

In copertina: Mimmo Paladino. I Dormienti. Veduta parziale della mostra, Cardi Gallery, Milano, 2021. Ph. Paul Thueroff.

Mimmo Paladino. I Dormienti. Veduta parziale della mostra, Cardi Gallery, Milano, 2021. Ph. Paul Thueroff.
Mimmo Paladino. I Dormienti. Veduta parziale della mostra, Cardi Gallery, Milano, 2021. Ph. Paul Thueroff.
Mimmo Paladino, Sunday Mornin ‘Comin’ Down, 2020, dettaglio. Ph. Paul Thueroff.
Mimmo Paladino, Sunday Mornin ‘Comin’ Down, 2020, dettaglio. Ph. Paul Thueroff.

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