ILLUSTRARE GLI ARCHETIPI A TRE DIMENSIONI: INTERVISTA A MICHELE FABBRICATORE

Avreste mai pensato che le illustrazioni di un libro potessero staccarsi dalla pagina piatta e diventare lucenti sculture di ceramica?
Forme leggere, lievi, quasi incomplete come passaggi di tempo, così come si possono osservare sfogliando un libro per bambini, ingrandirsi e diventare tridimensionali, in una parola: reali.
È la magia di Michele Fabbricatore, artista, scultore e illustratore di Pistoia, a regalarci opere ironiche e fiabesche, spesso ispirate al mondo della mitologia e della letteratura, capaci di catturare la nostra attenzione e innescare in noi tanta curiosità quanta meraviglia. Da Adamo ed Eva, a Marco Polo in groppa a un elefante, a Europa e Zeus, passando per boschi, mongolfiere, re e regine e tanti altri simboli del nostro inconscio.

Ciao Michele, qual è stato il momento in cui hai capito che lavorare la ceramica poteva essere la tua strada? L’hai scelta tu o ti ha scelto lei?

Ci siamo scelti a vicenda in modo del tutto spontaneo e naturale. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze seguendo un percorso tradizionale – disegno, modello dal vero, scultura classica in bianco e nero – ho capito che la ceramica era la perfetta sintesi tra scultura e illustrazione, le mie più grandi passioni, permettendomi di manipolare la materia, inciderla e farla vivere attraverso l’uso del colore.

Quali sono gli ambiti a cui attingi per trovare ispirazione?

Mi ispiro alle cose che più mi piacciono: la letteratura, la mitologia, la fiaba e l’ammirazione per la natura. Ma non voglio limitarmi a raccontare degli aneddoti, quello che ricerco è il mondo dei simboli e degli archetipi. Penso all’arte come un mezzo per trasmettere un mondo poetico e sognante, con un tocco d’ironia.

Cosa è per te l’ironia e perché è un’ingrediente caratteristico delle tue creazioni?

L’ironia è un modo di presentare la realtà, o in questo caso, una storia, una scena o un personaggio, mettendone in risalto gli aspetti bizzarri e divertenti. Mi vengono in mente le espressioni di Adamo e Eva, che si guardano l’uno con l’altro come per chiedersi di chi sia realmente la colpa del peccato originale. I miei personaggi sono sempre fiabeschi, umoristici, leggeri, sdrammatizzano la realtà.

Michele Fabbricore, Adamo ed Eve
Michele Fabbricatore, The Baron in the Trees

Sei un amante della lettura. Cosa leggi di solito?

Amo la letteratura. Calvino, ad esempio, è uno dei miei punti di riferimento, come anche i poemi cavallereschi, come l’Orlando Furioso. Calvino ha ispirato una mia mostra a Sanremo dal titolo “Fabbricatore racconta Italo Calvino”, nella quale ho esposto una serie di sculture e altorilievi in ceramica e di acquerelli e acqueforti che hanno come protagonisti proprio i personaggi principali dei racconti dello scrittore sanremese.

Michele Fabbricatore, King and Queen

Tra i progetti che hai recentemente realizzato ne ho notato uno particolarmente interessante: “Il Giardino della Mente”. Di cosa si tratta? Che legame può esserci secondo te tra arte e natura, tra design e paesaggio?

Si tratta di una serie di sculture in legno dipinto che rappresentano delle teste. Queste installazioni invitano a riflettere sul rapporto tra uomo e natura e sull’importanza di coltivare il proprio giardino interiore, anche attraverso una maggiore sensibilità verso l’ambiente che ci circonda. L’obiettivo era creare
un luogo nel quale la natura si unisse all’arte e la scultura enfatizzasse la bellezza del paesaggio. Ho immaginato la nostra mente, la parte più preziosa di noi poiché esprime i nostri valori, come un giardino da nutrire e curare. Ognuno di noi deve coltivarla cercando il giusto nutrimento, ma se ci dimentichiamo di questa ricerca, magari accontentandoci di quello che ci dicono gli altri o di quello che ci propone la società, allora appassirà e diventerà arida.

Michele Fabbricore, Il Giardino della mentre

Il tema della natura ti sta particolarmente a cuore? Hai realizzato altri progetti simili?

In generale sono molto sensibile al tema della natura, il verde è spesso presente nelle mie sculture e io stesso amo vivere in campagna.
Recentemente ho illustrato un libro dal titolo “Cosimo degli Alberi” che narra la storia di Cosimo, liberamente ispirato al personaggio creato da Italo Calvino nel romanzo “Il barone rampante”, un uomo che ha deciso di vivere sugli alberi e si sposta solo attraverso i boschi. Arrivato nei pressi di Pistoia, ne ammira da lontano la splendida architettura, ma non riesce ad addentrarsi in città, a causa della mancanza di verde. Chiede allora aiuto ai bambini, affinché convincano i propri familiari a piantare degli alberi nel centro cittadino. Una favola moderna, che invita a riflettere sul rapporto tra spazi urbani e natura, con l’obiettivo di sostenere in grandi e piccoli un pensiero ecologico.

Michele Fabbricatore

Qualche anticipazione dei tuoi progetti futuri?

In effetti è in uscita un nuovo libro illustrato da me: Il Giardino dei Sogni. Racconta la storia di Zeno, un bambino di 11 anni che si ritrova a confrontarsi con una domanda alla quale non sa ancora rispondere: cosa vuoi fare da grande? Questa domanda lo porta a compiere un viaggio interiore alla ricerca dei propri desideri e dei propri talenti, e di quella che viene definite “l’essenza”, cioè la parte più autentica di ognuno di noi. La storia prende spunto dalla teoria della ghianda di J. Hillman, secondo cui ogni individuo fin da bambino, proprio come una piccola ghianda, racchiude in se tutte le potenzialità per poter crescere e diventare un maestoso albero di quercia.

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