“I’M NOT A TROPHY” DI ARNO ELIAS

LA CAMPAGNA DI ARNO ELIAS PER SALVARE Elefanti, rinoceronti, gorilla, leoni, giraffe e ghepardi in via di estinzione. 

“I’m Not a Trophy” non è soltanto una straordinaria serie di fotografie dipinte che starebbero benissimo sulla parete del vostro salotto. Né un’occasione imperdibile per vedere l’attrice e top model inglese Cara Delevingne senza vestiti in una suadente versione ferina.

L’obiettivo principale del progetto è quello di pungere la coscienza e sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo di estinzione affrontato da molte specie di animali, oltre a combattere qualsiasi forma di sfruttamento degli animali selvatici.

Cara Delevingne, ambasciatrice della campagna "I'm not a Trophy"
Cara Delevingne, ambasciatrice della campagna “I’m not a Trophy”

L’idea è di Arno Elias, musicista e fotografo parigino. Mentre la modella e attrice Cara Delevingne, una delle presenze più influenti sui social media oggi, è il volto pubblico della campagna.

Il corredo di immagini che accompagna il progetto è composto da numerose fotografie, compresi i superbi ritratti della modella e attrice Cara Delevingne. Per l’occasione, la giovane testimonial appare coperta da tatuaggi che rappresentano iconici animali selvatici sul suo corpo.

Arno Elias, Giraffe Duet,  I'm not a trophy
Arno Elias, Giraffe Duet

Le altre opere realizzate da Arno Elias ritraggono elefanti, rinoceronti e leoni in tutto il loro splendore. Una fusione di fotografia e vivaci macchie di pittura – in un vibrante tributo alla cultura africana

Si tratta di una cristallizzazione di diverse tecniche ispirate al movimento pop-art e ad artisti come Robert Rauschenberg, Jackson Pollock e Jean-Michel Basquiat. 

Incorporando l’atto della pittura a mano per costruire un senso di connessione con i suoi soggetti, Arno crea molteplici strati di narrazione e indaga gli aspetti fondamentali dell’esperienza umana, della natura e della cultura.

Arno Elias, Simba,  I'm not a trophy
Arno Elias, Simba

Il lancio globale dell’iniziativa “I’m Not A Trophy” ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo dai principali editoriali, su ciascuno dei loro siti di social media e sulle rispettive edizioni internazionali. L’impatto complessivo del lancio della campagna ha prodotto 658.944.781 interazioni sui media e un valore totale di oltre 25 milioni di dollari.

Sul sito online dell’organizzazione è possibile conoscere i preoccupanti dati sulla rapida sparizione di rinoceronti, leoni, tigri, elefanti e altre meravigliose specie prede di bracconaggi e sfruttamenti.

 I'm not a trophy

La Terra ha infatti perso metà delle sue popolazioni di specie selvatiche in meno di due generazioni. Negli ultimi 15 anni, ad esempio, le giraffe sono diminuite del 40%. Queste vengono macellate per la carne selvatica, le pelli e le code, considerate portafortuna nelle culture africane. Il trofeo per l’uccisione della giraffa può arrivare fino a $ 3.800

Solo 7.100 ghepardi, gli animali terresti più veloci al mondo, sono rimasti allo stato selvatico.

Arno Elias, Duma Duet,  I'm not a trophy
Arno Elias, Duma Duet

Mentre la più grande minaccia per i rinoceronti è il bracconaggio. Il loro prezioso corno è infatti macinato e utilizzato come rimedio nella medicina tradizionale asiatica per una serie di disturbi, dalla febbre fino alle cure per il cancro. 

Arno Elias, Kifaru,  I'm not a trophy
Arno Elias, Kifaru
Arno Elia, Ambroseli, I'm not a trophy
Arno Elia, Ambroseli

Anche The Global Art Publisher Yellow Korner , con oltre 120 gallerie in tutto il mondo, si è unita a  I’M NOT A TROPHY, con l’idea di riprodurre i pezzi originali di Arno Elias, dedicando una parte delle vendite alla causa e pubblicizzando il messaggio di I’m Not a Trophy in tutto il mondo.

Se desiderate acquistare una fotografia d’autore in edizione limitata e contribuire alla sensibilizzazione agli animali in via d’estinzione, fate un salto nella galleria online di Yellowkorner. Se volete sapere di più sulla campagna I’m not a Trophy visitate il sito.

In copertina: Arno Elia, I’m not a trophy, Le tigre

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