LE BELLISSIME E INARRIVABILI DONNE DI TAMARA DE LEMPICKA

Di Vittoria Farano

Tempo di lettura: 2 min

Lo ammetto, sono un po’ di parte: da donna, ritengo che qualsiasi storia si celi dietro ognuna di noi sia semplicemente straordinaria e meriti di essere raccontata; non di meno le firme al femminile che costellano la storia dell’arte e che per lunghissimo tempo hanno rappresentato eccezionali quanto luminose rarità.

Ma, ahimè, non ho abbastanza tempo e spazio a disposizione per indagare, ammirare e riportare nero su bianco la vita di ciascuna artista, motivo per cui per questa volta i riflettori saranno puntati tutti su Tamara De Lempicka. Con l’augurio che ovunque voi siate, artiste o meno, oggi e non solo oggi (persino inutile sottolinearlo) siate capaci di apprezzarvi e siate fiere di voi stesse. 

Tamara de lempicka, Ritratto di Ira P. , 1930
Credits

Tamara De Lempicka nasce il 16 maggio 1898 a Varsavia ed è oggi ricordata come una delle principali interpreti dell’Art Déco. Ho scelto lei, tra tante, perché da donna dipingeva altre donne: bellissime e inarrivabili. Ogni sua opera ritrae protagoniste diverse, ma un occhio più attento scruta che Tamara è in ciascuna di loro. 

Un trascorso movimentato fatto di viaggi e importanti conoscenze, le permettono di formare una personalità forte dalle idee ben salde soprattutto per quanto riguarda il suo essere artista: 

Sono stata la prima donna a dipingere in maniera chiara e pulita: questo è il segreto del mio successo. Un mio quadro può essere riconosciuto tra altri centro. […] Il mio stile attira subito l’attenzione: è chiaro, perfetto.

Tamara De Lempicka
Tamara de Lempicka, Giovane fanciulla con i guanti, 1930
credits

Il 1925 è l’anno in cui inizia ad ottenere dei riconoscimenti come artista specialmente a Parigi, città nella quale infatti acquisisce una significativa popolarità. Entra ben presto nell’occhio del mirino: apprezzata e amata nei salotti parigini, nonostante le sue stravaganze, Tamara non nasconde la sua bisessualità e la sua sfrenata passione per la vita mondana.

Icona di stile e di bellezza, la de Lempicka riscuote un discreto successo tra gli uomini, persino in occasione del suo incontro in Italia con Gabriele D’Annunzio, da lei ricordato come un “vecchio nano in divisa“. L’interesse del poeta non era infatti rivolto soltanto alla sua arte: più volte il Vate cercherà di coinvolgerla in una relazione amorosa, coinvolgimento che Tamara rifiuterà, accettando però in dono un prezioso anello di topazi e pietre preziose che indosserà per il resto dei suoi giorni.

Celebre il suo Autoritratto del 1929, divenuto manifesto di un’intera epoca in cui l’autrice si raffigura alla guida di una Bugatti, chiaro simbolo di velocità e lusso, ma soprattutto di emancipazione come possiamo intendere dallo sguardo fiero e deciso che rivolge allo spettatore. 

Tamara de Lempicka, Autoritratto sulla Bugatti verde, 1929
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Una donna controcorrente che non ha mai avuto timore di dire la propria opinione e che grazie a questa determinazione ottiene il grande successo a cui ambiva e che ci porta a parlare di lei ancora oggi. Muore il 18 marzo 1980 in Messico, a Cuernavaca, lasciando soprattutto in noi donne un ricordo indelebile. 

Pavel Barchan Tamara dietro un paravento, 1927 circa Fotografia, 18,50×12,50×0,00 cm Collezione Yves e Françoise Plantin © Tamara Art Heritage

In copertina: Tamara de Lempicka, Prospettiva o Le due amiche (Perspective o Les deux amies), 1923 Olio su tela, © Association des Amis du Petit Palais, Ginevra © Tamara Art Heritage

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