L’ORACOLO TOMÁS SARACENO

Di Matthias Favarato

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Dal 21 febbraio 2020 alcuni tarocchi avvolgono le facciate di Palazzo Strozzi, a Firenze. Sono parte delle trentatré carte da Aracnomanzia (Arachnomancy Cards) realizzate dall’argentino Tomás Saraceno in occasione dell 58ª Biennale di Venezia del 2019. Nella visione dell’artista, le carte sono uno strumento sim(bio)poetico, che ci permette di sintonizzarci con le creature umane e non umane presenti nel nostro Universo. Perché, proprio come una ragnatela, noi umani siamo profondamente connessi con tutto ciò che ci circonda, dagli esseri animati agli oggetti inanimati.

Tomás Saraceno, Arachnomancy Cards, 2019, installazione sulle facciate di Palazzo Strozzi. Foto Matthias Favarato

Che Saraceno fosse un artista visionario, lo si era già capito negli ultimi anni. Classe 1973, vanta già due partecipazioni alla Biennale di Venezia, oltre a collaborazioni uniche, tra le quali una con la NASA, e a numerosi progetti espositivi in giro per il mondo. L’ultimo, la mostra Tomás Saraceno. Aria, è stato inaugurato e poi congelato nel tempo a causa dell’attuale emergenza sanitaria. L’importanza della mostra curata dal Direttore di Palazzo Strozzi Arturo Galansino non sta soltanto nelle dimensioni (la più grande retrospettiva italiana sull’artista), ma anche nella suo messaggio quasi profetico.

Tomás Saraceno, Webs of At-tent(s)ion (dettaglio), 2020. Installation view of Aria, Palazzo Strozzi, Florence, 2020. © Photography by Studio Tomás Saraceno

La mostra porta nel titolo il suo concetto cardine: l’aria. Citando Evangelista Torricelli, l’illustre discepolo di Galileo, «galleggiamo al fondo di un oceano d’aria» e in questo enorme volume ci muoviamo, respiriamo, viviamo. L’aria è quella che occupa gli spazi tra le complesse forme geometriche sospese nelle sale del Palazzo, che circonda dei pianetoidi di vetro abitati da Tillandsie (resilienti piante aeree che non hanno bisogno di terra) o che si infila tra i fili delle ragnatele, tessuti dai ragni tanto cari a Saraceno.

Tomás Saraceno, Connectome, 2020. Installation view of Aria, Palazzo Strozzi, Firenze, 2020. © Photography by Ela Bialkowska, OKNOstudio

Tomás Saraceno, Flying Gardens, 2020. Installation view of Aria, Palazzo Strozzi, Firenze, 2020. © Photography by Ela Bialkowska, OKNOstudio

È il ragno infatti l’emblema dell’artista: esseri dalla storia antichissima, capaci di percepire il mondo attraverso le vibrazioni della propria rete, solitari, ma capaci di cooperare in situazioni estreme. Tutto questo dovrebbe portarci ad una nuova visione del mondo, l’Aerocene, una nuova epoca in cui l’uomo diventa conscio delle conseguenze delle sue azioni, capace di vivere in armonia con l’atmosfera e con l’Universo.

Tomás Saraceno, Particular Matter(s) (dettaglio), 2020. Installation view of Aria, Palazzo Strozzi, Florence, 2020. © Photography by Studio Tomás Saraceno

Questi pensieri, o meglio queste visioni del mondo, sembravano utopia fino a qualche mese fa. Da inizio marzo queste idee si sono concretizzate in modo inaspettato. La fitta rete di connessioni di cui facevamo parte è stata compromessa da un virus: l’aria diventa il veicolo prediletto, le relazioni fisiche vengono interrotte, le conseguenze si riverberano, la vecchia visione del mondo basata sullo sfruttamento crolla. Nei giorni di lockdown, in un video inviato alla Fondazione Palazzo Strozzi (https://www.palazzostrozzi.org/tomas-saraceno-per-un-suono-lento-dellaria/), ha utilizzato una sua opera per spiegare la necessità di rallentare e limitare i nostri movimenti: in questo Tomás Saraceno è più oracolo che artista.

Tomás Saraceno nel videomessaggio inviato alla Fondazione Palazzo Strozzi

TOMÁS SARACENO. ARIA

Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi – Firenze

Dal 21 febbraio 2020 https://www.palazzostrozzi.org/archivio/mostre/tomas-saraceno-aria/

In copertina: Tomás Saraceno, Thermodynamic Constellation, Cortile di Palazzo Strozzi. Firenze 2020. Credit

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