MANTEGNA RITROVATO, UN’OPERA IN MOSTRA

Tempo di lettura: 3 minuti.

Alla Casa Museo Poldi Pezzoli si è aperta, il 15 ottobre, una mostra molto particolare.

Nel cuore di Milano, in via Alessandro Manzoni 12, si respira ancora la spontaneità e l’eccentricità di un collezionista, Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Tutto è lasciato al suo posto, o almeno quanto più si è potuto dopo la seconda guerra mondiale, in modo da far percepire lo spirito del tempo a chiunque vi entri.

LA MADONNA CON IL BAMBINO DI MANTEGNA

Esposta vi è un’opera, la Madonna con il Bambino di Andrea Mantegna. Vedere un’immagine sola ci permette di concentraci su di essa, capirla, osservarne i più fini dettagli, affezionarvici. Un ulteriore aiuto è dato dall’allestimento, raccolto in due stanze: la prima, introduttiva, con i pannelli esplicativi; la seconda, con protagonista l’opera di Mantegna. 

Una tenda cinge il tutto isolandolo dal resto del Museo e concentrando l’attenzione unicamente sul capolavoro.

Immagine 1: Andrea Mantegna, Madonna con Bambino, Installation view, Museo Poldi Pezzoli, Milan, 2020.
Credit: Sophia Radici, 28.10.’20

Quest’attenzione è difficile si realizzi all’interno di mostre infinite, piene di documenti e notizie, in cui è complicato recepire tutto, fare collegamenti stando in piedi per ore, in musei ancora più grandi in cui si è attraversati dal panico di volerli visionare da cima a fondo.

Alla fine del percorso viene spontaneo chiedersi cosa si è appreso, i nomi che si ricorderanno e se ci sono state delle interpretazioni erronee. Sul telefono verranno memorizzate almeno 20 fotografie che saranno archiviate e forse mai più riaperte.  

Con questo non affermo che esporre una sola opera abbia sempre senso, quest’ultimo esiste se, e solo se, la mostra possiede un solido impianto scientifico, dei forti legami tra l’opera esposta e il museo ospitante e un’elevata professionalità della curatela: caratteristiche che in quest’esposizione non solo esistono ma sono ben sentite da chiunque ne abbia fatto parte, ora ve lo spiego.

MANTEGNA RITROVATO

La mostra “Mantegna Ritrovato, a cura del Museo Poldi Pezzoli e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, allestita nel Salone dell’Affresco, presenta l’opera raccontandone le diverse fasi del restauro – realizzato da Lucia Bresci, sotto la direzione di Cecilia Frosinini dell’Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con Andrea Di Lorenzo, conservatore del Museo Poldi Pezzoli – e le vicende collezionistiche.

Il dipinto vanta un’illustre provenienza: nell’Ottocento apparteneva allo storico dell’arte Giovanni Morelli (1816-1891), fra i più rilevanti conoscitori di opere d’arte antiche della sua epoca. Nel 1861 la tela fu venduta per 2.000 lire (ca. 9.600 €) a Gian Giacomo Poldi Pezzoli; la vendita venne effettuata per pagare un debito di gioco di Morelli.

Nell’inventario redatto nel 1879, alla morte di Gian Giacomo, il valore venale attribuito all’opera da Giuseppe Bertini, primo direttore del Museo Podi Pezzoli, era già lievitato a ben 15.000 lire (ca. 62.050 €).

IL RESTAURO OTTOCENTESCO

L’opera fu vittima di un restauro ottocentesco effettuato da Giuseppe Molteni (1800 – 1867), artista, direttore dell’Accademia di Brera e amico del collezionista. I restauri del tempo erano meno scientifici e più “integrativi” rispetto a quelli odierni: lo scopo era il miglioramento estetico dei quadri antichi secondo il gusto accademico in vigore all’epoca.  

Immagine 2: Andrea Mantegna, Madonna con Bambino (1490-1499; tempera magra su tela, 35,5 x 45,5 cm) restored by Giuseppe Molteniin 1879, Museo Poldi Pezzoli, Milan, 2020.
Credit.

L’alterazione del quadro è tanto cromatica quanto compositiva: la veste rossa della Vergine fu impreziosita con marezzature dorate e il manto blu dal risvolto verde, i cui pigmenti originali si erano irrimediabilmente alterati, fu ridipinto completamente. Le braccia di Maria vennero prolungate arbitrariamente sui bordi laterali, dando l’impressione che i personaggi si stagliassero davanti ad una finestra.

IL RESTAURO ATTUALE

Il restauro attuale, grazie ad un’approfondita campagna diagnostica, riporta in vita l’opera antica, eliminando l’aggiunto e il grossolano, restituendoci sia la datazione dell’opera (ca. 1490) sia i colori ed i dettagli pensati dall’artista padovano.

Tra questi emerge la scritta “Nigra sum sed formosa”(visibile solo a raggi x) che rimanda al Cantico dei Cantici e al culto della Madonna Nera, già presente nel Quattrocento in ambienti di corte. 

Immagine 3: Andrea Mantegna, Madonna con Bambino (1490-1499; tempera magra su tela, 35,5 x 45,5 cm) restored by Lucia Bresci, under the direction of Cecilia Frosinini of the Opificio delle Pietre Dure in 2020, Museo Poldi Pezzoli, Milan, 2020.
Credit.
Immagine 4: Andrea Mantegna, Madonna con Bambino (1490-1499; tempera magra su tela, 35,5 x 45,5 cm) restored by Lucia Bresci, under the direction of Cecilia Frosinini of the Opificio delle Pietre Dure in 2020, detail, Museo Poldi Pezzoli, Milan, 2020.
Credit: Edit by Sophia Radici

In copertina: Andrea Mantegna, Madonna con Bambino (1490-1499; tempera magra su tela, 35,5 x 45,5 cm) restored by Lucia Bresci, under the direction of Cecilia Frosinini of the Opificio delle Pietre Dure in 2020, detail, Museo Poldi Pezzoli, Milan, 2020.
Credit: Edit by Sophia Radici

Rispondi