Slow Art Day

SLOW ART DAY: VIVERE L’ARTE IN MODO NUOVO

Tempo di lettura: 3 minuti.

Freneticità, velocità, movimento, continuità: termini che caratterizzano ormai la nostra società. La causa è la continua evoluzione che ha sconvolto sempre più la nostra quotidianità. Questo continuo cambiare e proseguire senza sosta, ha portato le persone a non fermarsi più e ad assumere il passo rapido del cambiamento, soprattutto di quello tecnologico.

Siamo tutti portati a correre, senza mai fermarsi e questo ci porta a non riflettere su ciò che vediamo nei singoli attimi della nostra vita: spesso non riusciamo a godere dei momenti più significativi.

Ciò accade soprattutto nelle mostre d’arte: sono sempre meno i visitatori che si fermano a comprendere e ad assaporare l’opera che hanno davanti. Molto spesso, guardano le opere di sfuggita o addirittura solo dietro lo schermo del proprio cellulare, prima di proseguire e preparare la fotocamera all’opera successiva.

Martin Parr, Musei Vaticani, 2015 Credit Martin Parr.

Riflettendo su questa problematica, nel 2008, Phil Terry, fondatore di Reading Odyssey e CEO di Collaborative Gain, si è messo alla prova elaborando un esperimento. Voleva sapere cosa sarebbe successo se i visitatori di musei e gallerie avessero cambiato il modo in cui osservavano le opere d’arte. Invece di vedere centinaia di opere in pochi secondi, si è chiesto cosa sarebbe successo se le persone ne avessero guardato lentamente solo alcune.

Slow Art Day
Fantasia di Han Hofman, 1943. Credit.

Dunque, fece un test: decise di guardare lentamente ma intensamente, per un’ora la “Fantasia” di Han Hofman. Per Phil fu un’esperienza incredibilmente utile: aveva così compreso come aiutare le persone a guardare e ad amare l’arte.

Un anno dopo, nell’estate del 2009, Phil chiese a quattro persone di unirsi a lui al MoMA di New York City per osservare un numero limitato di opere, lentamente. Anche questo secondo esperimento ebbe un certo successo, tanto che, pochi mesi dopo nell’ottobre del 2009, Phil decise di fare questo test con amici sparsi nel mondo con cui organizzò una visione lenta di una selezione di opere in 16 musei e gallerie negli Stati Uniti, Canada e Europa.

Slow Art Day 2017, Kunsthalle Hamburg, Friederike Redlbacher. Credit

Dopo che anche quest’ultimo test ebbe successo, Phil lanciò lo Slow Art Day con un team di volontari che crearono un database di musei di tutto il mondo coordinandosi a distanza. A partire dal 2009 l’evento si consolidò sempre di più diventando una ricorrenza annuale. Tale evento in Italia, si è sviluppato solo nel 2016, quando alcuni musei nelle città di Venezia, Torino, Pisa, Napoli decisero di partecipare.

L’evento sarà organizzato anche quest’anno in data 10 aprile 2021 e vedrà la partecipazione di centinaia di musei da tutto il mondo, tra cui la Fondazione Verona Minor Hierusalem, ma si terrà come lo scorso anno virtualmente, per via della pandemia. Dunque, la galleria, il museo o la fondazione posteranno nei vari social network dei video con la selezione delle opere a cui i visitatori potranno avere accesso, ma potranno anche lasciare dei commenti ed interagire con gli altri spettatori.

E se prima che il Covid-19 arrivasse, la nostra vita era scandita da ritmi insostenibili, questa situazione ci ha permesso, anzi potremmo dire che ci ha obbligati a fermarci per riflettere su ciò che stava accadendo, pertanto, lo Slow Art Day 2021 sarà accompagnato da una consapevolezza e da una lentezza che renderà ancor più significativa l’arte e i singoli momenti – che le dedichiamo – all’interno delle nostre giornate.

In copertina: Visitors in J.M.W. Turner: Painting Set Free. October 31, 2015 – January 31, 2016. Photo: Dean Tomlinson © AGO. Credit.

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